Colonialismi sempre verdi
Netanyahu e Trump erano ben consci che l’attacco all’Iran avrebbe messo non solo l'Asia ma l’Europa in situazioni di estrema difficoltà, del resto gli Usa, chiedendo di raddoppiare le spese militari ai paesi membri della Nato, pensavano non solo a disimpegnarsi dalla guerra in Ucraina (dopo avere saccheggiato il paese di gas, petrolio e metalli rari) ma a spostare i militari in altre aree del globo per intraprendere nuove guerre.
La lotta del bene, incarnato da Trump, contro il male, il ritorno ad una religione fiera delle sue posizioni tra nuovo Messianesimo, razzismo imperante e aperto sostegno alle avventure militari, il retaggio culturale fatto di suprematismo, vittimismo accosta il presidente Usa al Signore, trattato alla stessa stregua (dai suoi nemici interni ed esterni) con tanto di citazione evangeliche. La minaccia della apocalisse nucleare è parte di quel copione che poi serve anche ad occultare le difficoltà crescenti incontrate con una Resistenza iraniana tutt'altro che piegata. E intanto vengono fuori notizie secondo le quali gli Usa da tempo finanzierebbero e armerebbero la opposizione interna.
Quel magma culturale e religioso presente e attivo attorno alla Casa Bianca va analizzato con grande attenzione, un intreccio tra posizioni retrive, millenariste o degne della Controriforma che vanno d'amore e d'accordo con la tecnologia militare gestita dalla IA e le politiche aggressive e imperialiste.
Nel frattempo gli Usa rafforzano le proprie basi in Europa, lo fanno rivedendone ruoli e funzioni e lanciando un messaggio: in una Nato senza gli Usa i paesi europei dovrebbero spendere almeno il 10 per cento del loro Pil in armi, con conseguenze sociali devastanti
Un eventuale cambio ai vertici di Teheran sarebbe auspicabile nell'ottica di imporre una classe dirigente disposta a farsi comprare, in parte come avvenuto, al netto della retorica, anche in Venezuela (e chi difendeva la resistenza di Caracas oggi parla solo di Cuba giusto a ricordare il camaleontismo di certi settori della sinistra radicale)
Netanyahu e Trump hanno un comune pratiche tipicamente coloniali ed imperialiste, si sorreggono costantemente sulla guerra, supportati dalla idea che sia possibile controllare produzione e flusso di greggio e gas nel mondo mettendo in crisi potenziali avversari e competitor e assestando un duro colpo anche ai Brics.
Se Giappone e Corea del Sud sono tornati a usare il carbone, in Europa si parla di ragionare il gas e il petrolio, uno spauracchio che in altre nazioni accelera invece il ricorso all'energia nucleare.
I prossimi mesi ci diranno qualcosa di più sulla millenarista impresa Trumpiana e sulla arrendevolezza dei vassalli europei
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