COSA SUCCEDE A PERETOLA E AL GALILEI?

 

COSA SUCCEDE A PERETOLA E AL GALILEI?

In questi giorni la Cub Trasporti ha chiesto alla Prefettura di Firenze la ragione della mancata convocazione a seguito dello stato di agitazione proclamato separatamente, e non certo per nostra volontà, dalle organizzazioni sindacali presenti negli scali di Firenze e Pisa. Se all’atto pratico i sindacati dividono i lavoratori distinguendo tra iscritti e no, tra sigle firmatarie di contratto e no, alla fine a rimetterci sono quei lavoratori che dicono di tutelare, frammentati e divisi in partenza, stanchi di logiche e primogeniture del tutto incomprensibili.

Di cosa stiamo parlando? Di una situazione drammatica, frutto di quella liberalizzazione del trasporto aereo che ha portato i lavoratori del carico e scarico a carichi di lavoro insostenibili, a orari spesso spezzati, a contratti part time di riferimento, a condizioni lavorative sempre più precarie. Fino a quando le altre società dell’aeroporto non erano toccate da questa situazione i lavoratori dell’handling, specie se in appalto, erano figli di un dio minore, ora la situazione si sta generalizzando, tutto il mondo sindacale sembra in subbuglio perché certe situazioni di miglior trattamento economico, e no, sono finite e con le prossime gare di appalto per tutti potrebbero arrivare problemi.

Toscana Aeroporti parla di numeri e profitti da record in questa torrida estate 2026, eppure questi grandi risultati sono figli anche di situazioni difficili in cui molti lavorano. I primi investimenti dovrebbero arrivare in strumenti di lavoro e contratti full time dei quali invece non si vede l’ombra, anzi con l’automatizzazione del ceck in potrebbero arrivare esuberi e tagli.

Da quando la società è stata privatizzata, anche una semplice convocazione in Regione o nei consigli comunali appare come un atto di intromissione indebita nelle attività industriali, nel frattempo qualche domanda sull’operato dei rappresentanti delle istituzioni locali non guasterebbe. 

I sindacati pensano di gestire la Intelligenza artificiale solo perché nei contratti nazionali siglati inseriscono qualche articolo che in concreto resterà lettera morta. 

Lo stato di agitazione riguarda tutto il mondo aeroportuale, le condizioni retributive e contributive, i troppi part time, l’allungamento delle ore contrattuali per alcuni e non per altri (chi aveva promesso fuoco e fiamme contro questa situazione solo per guadagnare tesserati oggi tace sull’argomento), le condizioni di sicurezza e salute giudicate da tutti inadeguate.

 A fronte di grandi profitti le condizioni dei lavoratori degli appalti stanno deteriorandosi giorno dopo giorno, per gli inadeguati interventi arrivati nelle settimane torride di questa estate, per i lavori di manutenzione straordinaria resi necessari dall’intensificazione dei voli, per gli strumenti di lavoro giudicati insufficienti. 

Ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta, le notizie riguardano invece gli oltre 700 mila passeggeri nel mese di luglio, i corposi dividendi tra gli azionisti che stridono invece con i part time, il vertiginoso calo del traffico su Pisa nei mesi invernali.

Ecco le ragioni dello stato di agitazione proclamato dai Sindacati a Pisa e Firenze

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