COMUNICATO DI SOLIDARIETA ‘ UNA, CENTO, MILLE MARGHERITE

 COMUNICATO DI SOLIDARIETA ‘

UNA, CENTO, MILLE MARGHERITE

Esprimiamo solidarietà a Margherita Napoletano coordinatrice sindacale delle RSU dell’ospedale San Raffaele (Mi), licenziata perché avrebbe “ messo in pericolo la sicurezza  di una studentessa minorenne”  presente in un’ aula sindacale dell’ospedale mentre svolgeva il suo tirocinio. 

Per saperne di più

https://www.facebook.com/reel/1042472882045734  

al terzo minuto del video si fa luce sulla pretestuosità di quest’accusa.

I motivi del licenziamento, e la ragione per la quale è attivo un presidio permanente, sono tuttavia ben altri: aver denunciato carenza di personale, turni insostenibili e il ricorso crescente alle esternalizzazioni tramite cooperative, un modello che frammenta le responsabilità, indebolisce la qualità dell’assistenza e scarica sui lavoratori il peso di scelte aziendali orientate al risparmio. Margherita ricorda che la sanità privata accreditata vive attraverso fondi pubblici ma risponde a logiche privatistiche. 

Invitiamo a firmare la petizione contro il licenziamento di Margherita  https://c.org/LsGQJQVf5B e invitiamo a portare la propria solidarietà al presidio.

Nelle vesti di collaboratrice scolastica (ATA) e di operaio  degli enti locali (entrambi  attivisti dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università) siamo solidali con le lavoratrici e i lavoratori in lotta. Infatti, oggi più che mai, sappiamo che ogni soldo sottratto alla cura del personale, al welfare e alla sanità va alle spese militari.

La tecnica del “ribaltamento e mistificazione “che porta paradossalmente  i delegati e i lavoratori scomodi a doversi difendere da sanzioni, licenziamenti e processi per avere denunciato situazioni insostenibili nell’interesse della cittadinanza tutta è ormai tecnica collaudata. E quanto è accaduto a Margherita che per prima ha sollevato la questione sicurezza in ospedale e alla quale è stata rivolta l’accusa di non aver messo in sicurezza la tirocinante e di non essere “degna” di fiducia.

La stessa cosa succede ai tanti lavoratori scolastici che volendo parlare a scuola di guerra e conflitti attuali vengono silenziati dai Dirigenti Scolastici o dai loro stessi colleghi, accusati di fomentare rabbia o confusione, sottoposti a ispezioni e procedimenti disciplinari, isolati e sminuiti come esseri umani e docenti/lavoratori.

Le tecniche repressive, con le quali si colpiscono i lavoratori e i loro delegati sindacali conflittuali, ci segnalano l’esistenza di una militarizzazione strisciante e a tutto tondo nei luoghi di lavoro che ci vorrebbe piegare alla cieca e insana obbedienza, al silenzio anche davanti a situazioni socialmente ed eticamente inaccettabili.

Solidarizziamo con Margherita perché  pensiamo che se da anni forze dell’ordine e forze armate promuovono interventi nelle scuole pubbliche ed esibiscono armi, manette, taser  invitando disinvoltamente   i/le  giovani a “fare una prova” per tenerle in mano ancora di più oggi è necessario insegnare ai/lle  giovani   a scrivere una lettera per tutelare i propri diritti nel mondo del lavoro  e apprendere  l’ABC dell’organizzazione sindacale. 

E, ancora, se un' aula sindacale vicino ad un passaggio frequentato anche da persone malate  che circolano lentamente può essere così rischiosa che rischi corrono, dunque,  i nostri studenti e le nostre studentesse  costretti/e  a frequentare stages scuola- lavoro in strutture militari o in aziende dove diversi sono stati i casi   avvenuti d’infortuni  e di morti.

Ci chiediamo dunque quali sono  e chi decide i limiti leciti ed illeciti che legittimano  gli spazi “adatti” ai/alle tirocinanti.

Tanto nella sanità quanto nella scuola, ogni giorno, dobbiamo guardarci da interventi intimidatori o, come in questo caso, punizioni drastiche verso coloro che ancora si ostinano a volere il rispetto di diritti fondamentali.

Siamo dunque accanto a tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che nella lotta di Margherita riconoscono le proprie istanze e che sviluppano semi di pensiero e strumenti critici a noi così cari. 


Per aggiornamenti in corso https://cubmilano.org/


Elena Abate (collaboratrice ATA)

Federico Giusti  (operaio enti locali)

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