Colombia nel buio informativo: il governo spegne la radio pubblica e cancella i diritti di circa 10 milioni di lavoratori
Colombia nel buio informativo: il governo spegne la radio pubblica e cancella i diritti di circa 10 milioni di lavoratori
Immaginiamo per un momento un'Italia in cui, all'indomani di un'elezione democratica, il/la Premier decida di azzerare da un giorno all'altro l'informazione regionale, i radiogiornali d'inchiesta e i programmi di approfondimento sui territori.
Immaginiamo che, al posto delle notizie, i canali della radio pubblica inizino a trasmettere esclusivamente musica filodiffusa dalla sede centrale di Roma.
Immaginiamo ancora che questa scelta avvenga proprio mentre il Paese sta affrontando le conseguenze di una catastrofe naturale, con migliaia di sfollati che cercano notizie utili sui soccorsi, e mentre l'esecutivo cancella per decreto sia le tutele per i lavoratori più fragili, sia i vincoli ambientali sulle principali riserve idriche nazionali.
Questa non è un'ipotesi distopica di scuola: è la cronaca di quanto sta accadendo in Colombia in questi giorni.
1. Un modello sotto attacco: le "Emisoras de Paz" e il diritto all'informazione
Nelle ultime settimane, il governo di destra di Abelardo de la Espriella ha imposto una drastica "ristrutturazione" ai media pubblici colombiani, accusati di fare propaganda politica di Sinistra.
La misura più d'impatto è stata il silenziamento delle 20 Emisoras de Paz, le stazioni radio comunitarie nate con gli Accordi di Pace del 2016 per dare voce alle popolazioni rurali e alle vittime del conflitto armato interno.
In comuni isolati come El Tambo o Ituango, queste emittenti non rappresentavano solo una voce istituzionale, ma l'unico presidio informativo di prossimità. Oggi, al posto delle trasmissioni locali su agricoltura, diritti umani e cooperazione, le frequenze diffondono un palinsesto musicale unificato trasmesso dalla capitale.
La giustificazione ufficiale parla di smantellamento di un presunto "apparato di propaganda", ma il risultato concreto è l'isolamento informativo delle comunità più vulnerabili.
2. Macerie, propaganda e palloni da calcio
Il silenziamento della rete informativa pubblica si inserisce in un contesto di profondi attacchi alla gestione mediatica e politica dell'emergenza.
A seguito del violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il centro-ovest del Paese, la risposta istituzionale sul campo ha sollevato forti polemiche:
A) Iniziative simboliche tra i terremotati: durante una visita a Buenaventura, comune in cui migliaia di famiglie hanno subito la distruzione totale o parziale delle proprie abitazioni, il presidente ha distribuito da un veicolo blindato palloni da calcio con il logo del suo partito, Defensores de la Patria. Il gesto è stato duramente contestato dai residenti, che hanno risposto mostrando cartelli di protesta con messaggi diretti: "I palloni non si mangiano. Vogliamo aiuti reali!" e "No più palloni con la propaganda, vogliamo aiuti".
B) Interpretazione teologica della crisi: durante un'allocuzione presidenziale, il Presidente ha descritto il sisma come una "prova di Dio" inviata per mettere alla prova il suo esecutivo all'inizio del mandato.
C) Gaffe istituzionali: la presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in un resort turistico del Caribe per motivi personali durante i primi giorni dell'emergenza ha suscitato indignazione collettiva e richieste di dimissioni. Nei sistemi latinoamericani, il Ministerio de Vivienda è un organo autonomo focalizzato sull'accesso all'alloggio, sui piani di edilizia popolare e sulle infrastrutture urbane di base (come acquedotti e fognature). Nel contesto di un'emergenza come un terremoto, la sua funzione equivale a quella dell'autorità statale responsabile della stima dei danni abitativi, dei piani di ricostruzione e dell'assegnazione degli alloggi temporanei agli sfollati.
3. Deregolamentazione sociale e ambientale
Parallelamente alla stretta sui media, l'esecutivo ha avviato una radicale deregolamentazione normativa.
Il Ministero del Lavoro ha revocato 11 direttive approvate durante la precedente amministrazione Petro che garantivano ispezioni e tutele per 10 milioni di lavoratori domestici, rider e precari, a fine di garantire maggiori diritti e stabilità occupazionale, motivando la scelta con la necessità di ridurre "il carico burocratico per le imprese".
In ambito ecologico, con la Resolución 1037, il Ministero dell'Ambiente ha annullato la protezione definitiva per la riserva naturale "La Baja" nel Macizo de Santurbán, riaprendo alla possibilità di sfruttamento minerario in una delle riserve idriche strategiche del Paese.
Ciò dimostra come l'azzeramento dell'informazione pubblica non richieda necessariamente l'abolizione formale delle emittenti: è sufficiente prosciugarne il ruolo critico, sostitutivo e territoriale.
Quando un servizio pubblico smette di raccontare le sfide del proprio Paese, a perdere non sono le singole parti politiche, ma i cittadini.
La trasparenza dell'informazione, la tutela dei diritti sociali e la salvaguardia del territorio sono elementi strettamente interconnessi. Senza canali pubblici capaci di dare voce a chi non ha rappresentanza, la verifica dell'operato delle istituzioni diventa un esercizio sempre più difficile.
Guardare alla Colombia non significa osservare una realtà aliena o distante. La dinamica con cui si depotenzia un servizio pubblico per via amministrativa (senza bisogno di chiuderlo formalmente, ma svuotandolo di risorse, autonomia e presidio territoriale) è una tentazione costante per qualunque potere politico, indipendentemente dalla latitudine.
C.L.Dias
Fonti
1. Caracol Radio: "Estas son las emisoras de paz que suspendió Gobierno De la Espriella: ¿Cuántas son y dónde quedan?" (21/08/2026)
2. Infobae: "Gobierno de Abelardo de la Espriella ordenó suspender la programación de las emisoras de paz en Colombia" (20/08/2026)
3. Infobae: "Gobierno De la Espriella eliminó medidas que dejó Petro para los trabajadores: hay quejas porque “empezó el desmonte de los derechos laborales” (20/08/2026)
4. Canal 26: "Duras críticas a Abelardo de la Espriella por repartir pelotas con propaganda política a las víctimas del terremoto en Colombia" (18/08/2026)
5. Pares: "Los balones de Abelardo no son suficientes para atender el dolor de Buenaventura" (17/08/2026)
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