Materie prime e metalli rari saranno la causa delle prossime guerre

Per comprendere la posta in gioco è bene partire dalle fonti ossia dai summit e dalle dichiarazioni della Nato

https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2026/07/07/nato-allies-launch-new-project-on-critical-raw-materials-for-defence



Nel summit di Ankara si è discusso dell'avvio di un nuovo progetto multinazionale ad alta visibilità sulle materie prime critiche per la difesa che vede coinvolti 12 paesi Nato, di questo progetto si parla almeno da un anno e mezzo al fine di costruire la catena di approvigionamento per le industrie della difesa che metta a punto il complesso sistema di estrazione, stoccaggio, trasporto e gestione dei minerali critici indispensabili per le industrie civili e soprattutto militari

Nel frattempo l'Uzbekistan allarga i progetti di estrazione e trasformazione in diverse regioni industriali ricchi di giacimenti di rame, molibdeno, tungsteno, litio, niobio, tantalio, renio e altri metalli rari.

https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2026/07/07/nato-allies-launch-new-project-on-critical-raw-materials-for-defence

Se gli Usa si sono mossi in largo anticipo e in funzione anticinese sapendo che sottrarre il controllo dei minerali critici significherebbe la crisi del competitor asiatico, la Ue si muove a ruota statunitense e i Ministeri della difesa parlano di interessi strategici da preservare ogni qual volta il discorso cade sui metalli rari e sulle catene di approvigionamento. E 4 degli oltre 40 progetti strategici europei fanno riferimento all'Italia

https://www.startmag.it/energia/materie-prime-critiche-progetti-strategici-italia/

Esiste un piano di azione Usa e Ue scaricabile dalla rete

https://ustr.gov/sites/default/files/files/Press/Releases/2026/U.S.-EU%20Critical%20Minerals%20Action%20Plan.pdf

E un accordo tra Ue e Stati Uniti è stato firmato a fine aprile di questo anno
Nell'ambito del Piano d'azione, l'UE e gli Stati Uniti intendono collaborare per esplorare un'ampia gamma di politiche e strumenti commerciali volti a rafforzare l'azione internazionale coordinata. Questi potrebbero includere prezzi minimi adeguati alle frontiere, mercati basati su standard, sussidi per colmare il divario di prezzo e accordi di acquisto. Inoltre, la cooperazione dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo di standard comuni per l'estrazione, la lavorazione e il riciclaggio; la promozione degli investimenti; la ricerca e l'innovazione congiunte; le strategie di accumulo delle scorte; e i meccanismi per una risposta rapida alle interruzioni dell'approvvigionamento.

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_862

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