Pisa Card e biglietto unico dei musei: per la CUB è una vetrina che nasconde impianti guasti, precarietà e degrado.

 Pisa Card e biglietto unico dei musei: per la CUB è una vetrina che nasconde impianti guasti, precarietà e degrado.



L’avvio della “Pisa Card musei e monumenti”, presentata dall’Assessore al Turismo Paolo Pesciatini come svolta per la promozione culturale cittadina, trova la ferma opposizione del sindacato CUB. Secondo la sigla di base, il biglietto unico rischia di rivelarsi un'operazione di pura facciata, incapace di risolvere le gravissime disparità strutturali e lavorative tra i vari poli museali.

Se da un lato Palazzo Blu – gestito da fondazioni private – continua a monopolizzare i flussi con mostre “blockbuster”, nei musei pubblici (San Matteo, Navi Antiche, Palazzo Reale e musei universitari come il Museo di Storia Naturale di Calci) visitatori e personale sono costretti a temperature asfissianti fino a 33° per la cronica assenza di impianti di climatizzazione.

Critica anche la situazione del percorso delle Mura di Pisa. «Mancano bagni e coperture per le postazioni di lavoro: chi garantisce l'apertura e il successo del sito lavora sotto il sole cocente in estate e al gelo in inverno. Incontri e denunce non sono serviti a nulla», denuncia Francesca (CUB).

A questo si aggiunge la totale inadeguatezza della cartellonistica direzionale. Segnalata dalla CUB anni fa la necessità di intervenire sulle indicazioni per il museo delle Navi anni, problematica mai risolta. La giunta Conti è però nella sostituzione dei pannelli descrittivi davanti ai musei, peccato che i precedenti fossero ancora integri.

«Prima di spingere l'overtourism anche sui siti statali e universitari, si renda la fruizione dignitosa e sicura per visitatori, beni esposti e lavoratori», incalza il sindacalista Federico (CUB). «In quasi tutti i poli prevalgono appalti con stipendi da fame e inquadramenti inadeguati per chi lavora fianco a fianco con il personale strutturato. Non accetteremo la scusa che la Pisa Card servirà a finanziare gli investimenti: i problemi esistono da anni e le istituzioni dovevano risolverli da tempo».

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