L'Unione europea e la Nato alla caccia dei metalli rari

 L’obiettivo dell’Unione Europea è esplicito: estrarre almeno il 10% del fabbisogno di minerali critici entro il 2030, processarne il 40% e, infine, riciclarne il 15% . Vi è però la necessità di ricorrere a fonti di estrazione collocate in paesi terzi, «determinati di comune accordo» fra UE e USA.

Solo poche settimane or sono, nel summit NATO tenutosi ad Ankara nel Luglio scorso è stato avviato un nuovo progetto internazionale sulle materie prime critiche per la Difesa che vede coinvolti dodici paesi facenti parte dell’Alleanza, tra cui l’Italia.


 L’intento è chiaramente quello di muoversi in funzione anti-cinese, sottraendo quote di mercato dei metalli rari al gigante asiatico a partire dal controllo delle fonti di estrazione. Sarà però importante, all’internodi questo progetto imperialista, riuscire a mantenersi all’avanguardia per quanto riguarda la lavorazione e il riciclo dei metalli.

Non per nulla il 25 Marzo del 2025 l’Unione Europea ha ufficialmente stabilito la nascita di ben quarantasette progetti strategici riferiti all’intero ciclo produttivo delle materie prime critiche, comprese le fasi di ricerca e sviluppo

Dieci progetti riguardano il riciclo e fra questi, quattro sono localizzati in Italia: in Toscana Solvay Italia lavora al riciclo dei metalli del gruppo del platino; nel Lazio Itelyum ed Erion si occupano del riciclodi metalli rari provenienti da hard-disk e motori elettrici; nel Veneto Recover-it recupera rame, nichel e platino7 Ibidem.8 Ibidem.

4dalle acque reflue industriali; in Sardegna Glencore dovrebbe occuparsi del recupero di litio dalle batterie, anche se il progetto sta incontrando difficoltà di tipo legale.

I quarantasette progetti hanno un costo di 22,5 miliardi di Euro: risorse provenienti dalla Commissione e dagli Stati membri e pertanto potenzialmente sottratte al welfare. Siamo di fronte a un nuovo tassello del mosaico che descrive sempre più chiaramente i preparativi di una guerra globale ma anche quali saranno gli scenari della futura manifattura. 

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