La riforma della Polizia locale

 E' in corso una discussione in Parlamento sulla riforma della Polizia Locale. 


Sono in ballo non solo le tutele, ad oggi assenti, per il personale in caso di infortunio sul lavoro assicurando un trattamento equo e paritario anche rispetto alle forze dell'ordine, potrebbero essere introdotte novità pericolose per il personale come la limitazione dei proventi dell'attuale art. 208 del Codice della Strada che  destina parte dei proventi delle sanzioni  anche a progetti incentivanti e ad altre misure di assistenza e previdenza per il personale della Polizia Locale.

Per farsi una idea della discussione è bene andare alla fonte

https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=DOSSIER&id=1510233&idoggetto=0&part=dossier_dossier1

https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/riordino-funzioni-e-ordinamento-della-polizia-locale

In particolare urge  cogliere la ratio di questa discussione il cui fine è approvare nuove norme che regoleranno l'uso della Polizia Locale demandando magari meno decisioni ai singoli Enti, il che in linea teorica potrebbe essere anche positiva.

Una delle rivendicazioni storiche dei comandanti era costruire un ordinamento della Polizia locale separato dagli enti locali, una ipotesi che poi potrebbe arrivare a un diverso contratto, separato dal comparto.

In questi anni i contratti nazionali non hanno sviluppato volutamente delle parti specifiche dedicate alla Polizia locale e quindi portano solo acqua al mulino di quanti vorrebbero un comparto a parte da legare alle forze dell'ordine risucchiando la Polizia locale nel comparto sicurezza.

Preoccupa intanto che in tutta la discussione avvenuta si faccia ripetutamente riferimento alla necessità di non aggiungere ulteriori oneri alla finanza pubblica come se la rivendicazione di diritti fosse una variabile dipendente dalla riduzione della spesa pubblica.

Dai materiali attualmente in discussione emerge la possibilità di una riscrittura del codice della strada, di quel 208 che prevede risorse economiche per il personale sotto forma di progetti incentivanti, sotto forma di previdenza integrativa.  Il terreno è scivoloso perchè negli anni i Governi si sono salvati utilizzando l'art 208 come misura incentivante che invece veniva preclusa al restante personale degli enti locali.
Ci sono poi aspetti rilevanti da prendere in esame ossia che esistono tipologie lavorative per le quali ipotizzare la permanenza in servizio fino a 70 anni diventa proibitivo (e molti dei compiti della PL rientrano tra questi casi)

 in estrema sintesi
  • Non farsi suggestionare dal comparto sicurezza uscendo da quello delle Autonomie locali. E' invece possibile aumentare le tutele e le specificità contrattuali, anche in termini di orari, con aggiunte all'attuale Contratto nazionale con una parte interamente dedicata alla Polizia locale
  • Mantenere le specificità civili della Polizia Locale pur prevedendo, con specifiche norme di legge, per il personale le stesse indennità spettanti alle forze dell'ordine
  • Nuove assunzioni per l'auspicato e necessario cambio generazionale, trattamento fiscale, economico e infortunistico degli agenti di PL non inferiore a quello delle altre forze dell'ordine 
  • Sono aumentati i carichi di lavoro ma non gli organici in servizio e per questo anche i vincitori di concorso cercano la mobilità o l'uscita dalla Polizia locale (stipendi bassi, orari disagiati e turnazioni imposte dagli amministratori, carichi di lavoro insostenibili)
  •  Una riforma della Polizia locale che non vada verso logiche securitarie ma offra invece risposte effettive ai bisogni del personale evitando di demandare ai singoli Enti la definizione di criteri guida che dovrebbero essere uguali per tutti
  • Evitare che da Questura e Prefettura arrivino richieste continue di impiego per ordine pubblico, la Polizia Locale nasce per ben altri scopi. Accesso a tutte le banche dati, tutela legale obbligatoria per gli Enti
  •  Revoca della legge  Brunetta che prevede decurtazioni per i primi 10 giorni di malattia

 

Commenti