La guerra della propaganda vede sconfitta Israele
Il DDL antisemitismo ha un obiettivo dichiarato: portare consenso all’operato di Israele e del suo governo trattando ogni critica al suo operato alla stregua di una azione antisemita.
Difficile che riesca l’operazione
simpatia a favore di Israele nonostante il sostegno attivo di settori della
destra a sostengono delle politiche sioniste. La dichiarazione di antisemitismo
dell’IHRA viene contestata da storici ed intellettuali (anche di religione
ebraica), l’intento è quello di entrare nelle scuole per imporre
una lettura acritica e a senso unico di quanto avvenuto in Palestina nell’ultimo
secolo e assolvere, a prescindere, l’intera politica del Governo di Israele.
Si dice che tra gli strumenti atti al contrasto dell’antisemitismo ci
sono azioni formative per docenti e attività didattiche rivolte agli studenti.
Ma è la confusione estrema a indurre a qualche riflessione, l’antisemitismo da
contrastare è al pari del bullismo e del cyberbullismo e quando si parla di università arrivano ad
ipotizzare seminari e attività didattiche per riposizionare la comunità degli
atenei
Il sostegno incondizionato a Israele è stato uno dei pochi punti
fermi della politica estera americana nel corso della storia novecentesca per
proseguire nel secolo attuale, la propaganda pro sionista per quanto forte ed
incessante avvalendosi anche della repressione interna contro i movimenti di
solidarietà con il popolo palestinese, sta uscendo delegittimata a sconfitta
Negli Usa, a parte i Maga, perfino in ambienti conservatori i
consensi per Israele sono ai minimi storici se un terzo degli adulti americani
è convinto che i palestinesi abbiano subito un genocidio e a negarlo sono
rimasti in pochi, il 20 per cento della opinione pubblica statunitense
Nella scorsa estate sono stati commissionati sondaggi che
fotografano il disagio dei cittadini Usa verso la politica estera di Trump,
risultati simili in Europa dove le voci critiche verso Israele e il sionismo rappresentano
il 70 per cento della cittadinanza
Se questi sono i numeri immaginiamoci quanta difficoltà stia
incontrando la narrazione filo sionista, se perfino intellettuali un tempo
vicini ad Isaele prendono le distanze dal ddl del Governo Meloni e chiedono, in
altri paesi europei, una inversione di tendenza della politica estera. Le voci critiche, sempre più diffuse, ad oggi
non hanno impedito vendite di armi Usa ad Israele per 22 miliardi di dollari ai
quali aggiungere cifre maggiori per la difesa missilistica. SE oggi i governi
ascoltassero i loro cittadini smetterebbero immediatamente di rifornire di armi
Israele, al contempo crescono le iniziative delle lobby sioniste per
raccogliere fondi da inviare al governo di Israele. Tanta generosità potrebbe
presto essere riservata su candidati filo sionisti per favorirne l’elezione.
Nonostante il sostegno economico ai candidati Maga filo sionisti i risultati
elettorali non sono stati dei migliori se pensiamo ad alcune elezioni locali
negli Usa, tutto ciò fa capire quale sia il reale orientamento dell’opinione
pubblica.
Quando Netanyahu parla di una battaglia campale per «i cuori e le
menti dell’Occidente» intende un piano ben orchestrato per influenzare l’opinione
pubblica e condizionare lo stesso sistema di potere. Sarebbe utile conoscere le
agenzie di propaganda particolarmente attive nella denigrazione degli attivisti
filo palestinesi, indagare sui viaggi e sui soggiorno gratuiti offerti a
studenti e studentesse in Israele, alle generose borse di studio, a una
campagna pubblicitaria che in pochi mesi ha già superato 45 milioni di dollari,
all’utilizzo della tecnologia e della Intelligenza artificiale per condizionare
la lettura della realtà
Docu-film come Naza, inchieste giornalistiche, prese di posizione
di personaggi pubblici hanno un grande peso nella realtà e arrivano a
cancellare mesi di propaganda incessante a favore di Israele che in questo
momento storico sta perdendo la battaglia campale della pubblicità. Ma questa
sconfitta mediatica deve essere ancora più schiacciante per raggiungere dei risultati
apprezzabili, per interrompere interventi legislativi come quello del DDL
antisemitismo in Italia, per condizionare la politica estera della Ue
Bibliografia
https://www.newarab.com/news/us-arms-sales-israel-surge-216-bn-20-months
https://it.euronews.com/2025/06/06/quanto-lopinione-pubblica-nei-paesi-delleuropa-occidentale-sostiene-il-governo-di-israele
https://quincyinst.org/research/the-eighth-front-inside-israels-1-billion-influence-campaign/#footnotes
https://responsiblestatecraft.org/israel-influencers-netanyahu/
https://www.analisidifesa.it/2026/10/israele-ha-perso-la-battaglia-del-consenso/

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