Dazi e armi contro la UE
I nuovi dazi al 25% sulla manifattura europea sono stati annunciati il primo maggio da Trump con l'obiettivo di attaccare direttamente il settore dell'automative tedesco e europeo
da Prospettive economiche dell’OCSE, Rapporto intermedio settembre 2023
L’export di macchinari e veicoli Ue da mesi è in calo, si è perso quasi il 30 per cento delle esportazioni, questo colpo alla manifattura tedesca ed europea aumenta i problemi economici di un continente a rischio di recessione
Gli Stati Uniti sono il primo sbocco di mercato per le auto tedesche , in un anno le esportazioni sono diminuite di un buon 15 per cento eppure le auto rappresentano ila fonte del surplus commerciale tedesco con gli Usa che ancora una volta indispettisce Trump
E la notizia di ritirare soldati Usa dai paesi Ue per molti è considerata una minaccia (per noi sarebbe invece una liberazione da decenni di servitù) ma potrebbe rientrare nella guerra commerciale contro la UE e in parte come giustificazione per spostare truppe in altre aree del globo considerate nevralgiche. Ci sono paesi UE che senza la presenza Usa nei loro paesi si sentono perduti, sicuramente la Germania non è tra questi., infatti , stando al Sipri, è tra i paesi al mondo che sta spendendo di più per il Riarmo, fabbriche meccaniche sono già riconvertite alle produzioni di componenti per il settore militare.
La guerra commerciale e gli scenari militari vanno tenuti insieme per capire la realtà, intanto la Ue è indietro nei processi di innovazione tecnologica, continua a dipendere dagli Usa per il complesso industrial militare, pensa che la transizione ecologica non sia una priorità proprio come desiderano gli alleati di Oltre Oceano. Parlare di dazi , oggi come ieri, presuppone una conoscenza diffusa degli attori in campo e delle cause che muovono gli scenari attuali
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