Toscana aeroporti : quando i padroni si scoprono forti e invincibili per colpa della politica.

Interruzione dei rapporti istituzionali di Toscana Aeroporti con il Consiglio comunale di Pisa

Il Consiglio di Amministrazione di Toscana Aeroporti S.p.A., insieme al Collegio Sindacale, ha approvato all’unanimità la decisione di interrompere i rapporti istituzionali con il Consiglio Comunale di Pisa, fatto salvo quelli previsti dalla Legge....

Questo il tono di una nota ufficiale della società dopo il Consiglio Comunale del 3 Dicembre che alla unanimità ha votato un ordine del giorno contrario alla nuova Pista di Peretola.

Naldi, amministratore delegato di TA, ha sostenuto di rispondere solo al mercato e agli azionisti, disconosce di fatto gli Enti locali e giudica illegittime le critiche del Consiglio Comunale di Pisa, una sorta di intromissione indebita negli affari dell'azienda.

I dati di mercato, relativi al titolo in Borsa, parlano di un meno 20 % in un anno, per farsi una idea rinviamo al sito  https://www.borsaitaliana.it/borsa/azioni/dati-completi.html?isin=IT0000214293&lang=it

Se il mercato è il faro guida della società, come la mettiamo con la perdita di un quinto del valore del titolo azionario?

 La questione è molto piu' semplice di come la si voglia raccontare, contano poco le chiacchere e molto i fatti, primi tra tutti i partiti e i consiglieri che per anni sono stati silenti davanti a Toscana aeroporti votando a favore della cessione delle quote pubbliche alla società Coporacion America, gli stessi che oggi si ergono a paladini dell'intervento pubblico che con quote azionarie solide sarebbe stato realmente possibile.

Il teatrino della politica, che lascia fuori i lavoratori soprattutto quelli degli appalti, dimentica dei soldi destinati da Banche, attraverso mutui, da Stato e Regioni alle società gestrici degli scali, spesso senza alcuna contropartita in materia occupazionale. E sullo sfondo opera un Governo debole con le associazioni datoriali.

Ad oggi Toscana aeroporti ha prorogato gli appalti e fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, ad oggi non ci sono licenziamenti ma siamo certi che non arriveranno al momento in cui sarà rimosso il divieto dei licenziamenti collettivi (Marzo 2021)? Ad oggi chi si sentirebbe di smentire questa ipotesi?

E i prossimi appalti non saranno al ribasso scaricando sull'eventuale aggiudicatario delle fare l'onere dei licenziamenti? Uno scenario possibile se non dovesse arrivare la proroga di tutti gli appalti alla primavera del 2022 sperando nella fine della pandemia.

E  a pagare dalla mancata proroga sarebbe la forza lavoro degli appalti senza dimenticare che qualcuno potrebbe avere già pagato  perdendo il posto di lavoro, ad esempio i dipendenti di qualche esercizio commerciale che dopo un anno di lockdown chiuderà i battenti.

La situazione è straordinaria ma l'unità di intenti invocata dalla società stride con il fatto che a sindacati ed enti locali viene sostanzialmente impedito di esprimere critiche all'operato della società stessa, ad esempio viene bandita la critica al potenziamento dello scalo di Firenze nonostante le innumerevoli criticità che spingono a spostare decine di voli a Pisa e Bologna. E' impedita poi ogni critica alle strategie industriali che hanno consegnato lo scalo di Pisa al low cost spostando su Firenze i voli di merci.

E ai consiglieri comunali, oggi barricadieri, vorremmo ricordare che la forza di Toscana aeroporti è dovuta alla debolezza della politica che scelse di cedere le quote azionarie pubbliche, che stese tappeti ai proprietari di compagnie di volo che non rispettavano gli accordi sindacali, a questi signori è stata quasi consegnata la chiave della città, presentati come autentici benefattori quando invece negavano scientemente il diritto del lavoro.

 E gli stessi politici , che magari governano la Regione Toscana, dovrebbero spiegare dove sia la coerenza tra due posizioni in realtà antitetiche come il potenziamento di Peretola e il sostegno dello scalo di Pisa. Chi svende allora il patrimonio di famiglia non abbia da piangere sul prioprio operato e soprattutto non si erga a paladino dei lavoratori e delle ragioni ambientaliste o sociali che siano.


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Cub pisa

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