Solidarietà agli attivisti dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'Università fermati a Civitavecchia

 


Esprimiamo vicinanza e solidarietà agli attivisti dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università fermati al porto di Civitavecchia dove avevano organizzato (in due) una manifestazione di denuncia contro la presenza di studenti e studentesse nelle caserme e sulle navi militari. 

La colpa di Stefano e Giuseppe è una sola: avere sventolato uno striscione con sopra scritto «Fuori gli studenti dalla nave scuola. Fuori i militari dalla scuola» all’interno di una campagna che dura da alcuni anni contro la militarizzazione delle scuole e delle università e l’utilizzo dei plessi scolastici per esaltare ruolo e funzioni delle Forze Armate, mentre nel frattempo prosegue il genocidio del popolo palestinese e si procede con il Riarmo Europeo.

Una manifestazione simbolica di due attivisti derubricata a motivo di ordine pubblico, due attivisti fermati e portati in caserma dai Carabinieri come documentato dal sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.

In questa fase storica nella quale il ricorso alla guerra sembra essere la sola risposta alla crisi è di vitale importanza che docenti, genitori e studenti si sottraggano alla necessità della guerra e alla mera giustificazione della militarizzazione.

Ma è altrettanto fondamentale attivarsi contro decreti securitari come quello Sicurezza che rappresentano una involuzione del tessuto democratico e una sorta di repressione preventiva contro l’opposizione sociale, qualunque essa sia e a prescindere dalle forme che caratterizzano il dissenso.

La scuola non sia un laboratorio di guerra, l’università e la ricerca non si prestino allo sviluppo di tecnologie duali a uso e consumo delle industrie di armi: queste sono le nostre parole d’ordine per costruire un presente e un futuro estraneo alla cultura della guerra.

2 giugno 2025                              

Confederazione Unitaria di Base Torino e Pisa

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