Il capitalismo woke investe in armi, il capitalismo intanto non se la passa bene

Guerre, costi delle materie prime,  dazi sono fattori determinanti con i quali fare i conti e onestà intellettuale dovrebbe indurre la stessa classe politica a cautela ogni qual volta viene chiamata a parlare dello stato dell'economia. 



Prendiamo il caso del riarmo, una occasione da non farsi scappare anche per le speculazioni finanziarie, i titoli delle imprese produttrici di armi hanno visto quasi raddoppiate le loro quotazioni. Ma il Riarmo fa così tanta gola da far cambiare idea ed investimenti anche ai prodotti finanziari che fino a poco tempo fa si consideravano etici, ambientalisti e woke, questi prodotti ora li ritroviamo coinvolti e interessati alle guerre, investono nel nucleare, nelle tecnologie duali e nella produzione di armi.

Guardiamo con occhio critico al Riarmo con gli Usa che vanno scaricando costi e oneri sulla UE e in particolare il sostegno all'Ucraina nella guerra contro quella Russia che fino a pochi anni fa era un nostro patner commerciale cedendo alla Ue gas e petrolio a prezzi assai contenuti.

Le politiche di Trump hanno ripercussioni anche sulla stabilità politica dei paesi Ue, prendiamo ad esempio il Governo tedesco, una coalizione di Democratici Cristiani (CDU/CSU) e Socialdemocratici (SPD), all'orizzonte non solo il Riarmo ma anche feroci conflitti con la classe operaia con ridimensionamento del welfare e delle misure di sostegno al reddito. Fino ad oggi certe scelte, per quanto impopolari, sono state cogestite con il sindacato ma non è detto che questo compromesso (a perdere) possa valere per il futuro .
 
E in una ottica di ridimensionamento del welfare e di tagli occupazionali i primi a pagarne lo scotto saranno i migranti e le classi meno abbienti legittimando  l'arsenale propagandistico dell'estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD). 

Chiudiamo invece sulla economia di casa nostra. L'Upb scrive testualmente
 
 I prezzi delle materie prime energetiche si attestano su valori contenuti ma le banche centrali (BCE e FED) restano caute sul percorso di allentamento delle condizioni monetarie, i cui sviluppi dipenderanno soprattutto dall’evoluzione dell’inflazione al consumo.
 
E al contempo gli stessi giudizi sul nostro paese non sembrano lusinghieri e suonano come una sorta di smentita alle dichiarazioni di esponenti del Governo
 
Sul mercato del lavoro, l’occupazione è rimasta invariata nei mesi primaverili e la dinamica delle retribuzioni contrattuali orarie si è attenuata; i salari in termini reali restano nettamente inferiori a quelli del 2020.
 
Cosa si evince da questa analisi?
 La mancata crescita dell'occupazione e la perdita di potere di acquisto dei salari italiani Ed è da qui che bisogna ripartire
 

Commenti