La scuola che non vogliamo: a proposito della circolare del Ministro Valditara
Non credere, non obbedire e non combattere
Fermiamo la normalizzazione repressiva della scuola da
parte del ministro Valditara
Il Ministro Valditara per anni ha ignorato che buona
parte della formazione per il corpo docente era frutto di seminari promossi da
Enti e organismi accreditati dal Ministero, per lustri ha fatto comodo (nel
buon nome, si fa per dire, del contenimento di spesa) che altri si occupassero
di aggiornamento e dei processi formativi fino a quando non è stata decisa la normalizzazione
repressiva del mondo dell’istruzione.
Ai dirigenti scolastici viene intimato di ammettere
solo dibattiti caratterizzati dalla par condicio, per questa ragione, nel
rispetto delle circolari, ci offriamo come delegati Cub di partecipare a ogni confronto
sul tema della guerra, del Riarmo, della storia per portare istanze di pace, di
confronto dialettico per confutare le tesi militariste e del revisionismo
storico.
Ma la par condicio è solo una scusa addotta dal Ministro
per esercitare forti pressioni sui temi e sugli invitati negli incontri
pubblici all’interno delle scuole al fine di sottoporre un clima di rigido
controllo repressivo tanto i progetti educativi del corpo docente e le
assemblee stesse degli studenti.
Perché il bavaglio non sarà indirizzato solo al corpo
docente e agli studenti ma anche a quanti, ad esempio i genitori, vorranno
introdurre nelle scuole delle tematiche oggetto di discussione, misure che
vogliono scongiurare sul nascere ogni forma di reale confronto e il diffondersi
di un senso critico, di una opposizione ai processi in atto.
Il risveglio culturale concretizzatosi nella diffusa
solidarietà al popolo palestinese ha imposto una rilettura non europeo centrica
del Medio Oriente, una visione critica al riarmo e una diffusa sensibilità che
si è tramutata in azione etica, morale, sociale e politica.
E questa azione suona come un campanello di allarme
per una scuola normalizzata, senza discussione e senza sapere critico come
quella desiderata dal Governo Meloni
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