In sinistra sindacale è stato pubblicato un bell'articolo di Vincenzo Scalia, prendiamo spunto dal suo scritto per dire qualcosa di sensato sul nuovo ddl sicurezza in tempi non facili dove si fa a gara a chi invoca maggiore repressione.
Il Governo ha preso la palla al balzo (lo avrebbe fatto chiunque del resto), cavalca la paura e agita come non mai lo spettro della sicurezza, dopo ore di trasmissioni televisive a senso unico.
In ogni caso il giornalismo dovrebbe anche chiedere conto dei manifestanti inermi pestati, verificare come siano andati i fatti, se e come abbiamo sparato candelotti ad altezza d'uomo, ricostruire pezzo su pezzo la gestione della piazza, indagare per non ritrovarci a breve in analoghe situazioni al g8 di Genova (ricordiamoci delle condanne e della sistematica violazione dei diritti umani).
Non parliamo dei disordini ma piuttosto della scelta politica di trasformare l'ordine pubblico nella risposta ai problemi di natura sociale. Arrivare al punto di dire che chi mena i poliziotti vota No al Referendum è forse il livello più basso mai raggiunto dal giornalismo che avrebbe ben altre motivazioni per prendere posizione, anche la più dura, contro i manifestanti.
Siamo davanti a una emergenza dettata dalla mancanza di sicurezza nella società? O al di là dei fatti dopo le sanzioni alle sigle sindacali in sciopero, dopo gli avvisi di garanzia per manifestazioni pacifiche si vuole alzare l'asticella della repressione?
Intanto di insicurezza si muore, nei luoghi di lavoro, nella alternanza tra scuola e lavoro, si muore per le frane e i dissesti idro geologici derivanti dall'abbandono della manutenzione dei territori, si muore prima del tempo per la inaccessibilità delle cure mediche, ospedali troppo lontani, liste di attesa interminabili.
La via di uscita non sarà quella dell'ennesimo pacchetto securitario, di norme se non anticostituzionali comunque di dubbia legittimità, aumentare le pene, inventarsi fattispecie di nuovi reati significa imboccare una via senza uscita, quella che porta alla feroce criminalizzazione di ogni forma di devianza, di dissenso, di opposizione.
Non sono bastati i ravers, i migranti, i manifestanti, i minori, gli operai in lotta o gli occupanti di case, i maranza, se la prenderanno con altri, la ruota securitaria gira a velocità sostenuta, non conosce sosta o intoppi. Basterà pettinare la notizia a punto giusto e far partire la spirale securitaria, il controllo asfissiante.
Sia ben chiaro, noi non negheremo l'evidenza dei fatti ma siamo altrettanto consapevoli che l'uso sapiente della gestione mediatica sposti l'attenzione della opinione pubblica proprio laddove il Governante di turno desidera.
Per quanto sia incredibile anche i genitori diventano corresponsabili delle colpe dei figli, se questi commettono alcuni reati verranno multati, di questo passo i Daspo arriveranno a interi nuclei familiari, chi è stato denunciato nel corso di iniziative politiche non potrà partecipare a manifestazioni, capiterà a lavoratori, attivisti per la casa, metteranno fuori gioco una intera generazione di conflittuali, disobbedienti, oppositori sociali.
E se per i cortei dell'autunno arriveranno centinaia di sanzioni e denunce e quei ragazzi, con il nuovo Pacchetto Sicurezza, saranno privati della possibilità di manifestare in futuro, una sorta di Daspo per le manifestazioni, tutti a casa come ai tempi del Fascismo per cancellare sul nascere il dissenso e le opinioni di una intera generazione
Scuole, società, quartieri, luoghi di lavoro: su di loro caleranno i processi di militarizzazione sempre più forti, la lotta al nemico interno è appena iniziata. E' questa la soluzione migliore ?
Commenti
Posta un commento