Anno nuovo, problemi vecchi: inizia l'anno scolastico

  Anno nuovo, problemi vecchi: inizia l'anno scolastico 



Nei giorni scorsi il Ministro Valditara ha stanziato fondi per affrontare le elevate temperature, con quei soldi al massimo si comprano due ventilatori a scuola. E' la considerazione di alcune insegnanti con le quali parlavamo del loro plesso scolastico esposto al sole, senza tende, senza impianti di aria condizionata, altre docenti ci hanno condotto in palestra tra calcinacci, una vecchia rete di pallavolo bucata, palloni sgonfi, bagni e docce risalenti a 40  o 50 anni fa.  Altre mostrano laboratori tecnici fermi a 50 anni fa, inutili o quasi ai fini formativi.

Tra petizioni per posticipare di una o due settimane l'inizio della scuola, tra calendari scolastici che obbligano a 200 giorni di scuola dai quali escludere eventuali occupazioni, tra pochi investimenti e tanti annunci spot, l'anno scolastico 2026\7 sta prendendo il via.

Il Ministro annuncia l'ennesimo decreto legge, questa volta per trasformare i tecnici in licei dopo avere trascorso un anno a dire l'esatto contrario.

Nel frattempo brucia il ricordo dei docenti sanzionati per il loro impegno educativo a fianco del popolo palestinese.

La scuola inizia con i problemi di sempre, con gli investimenti del PNRR insufficienti ad ammodernare un patrimonio edilizio vecchio e inadeguato, con troppi precari ancora nel mondo dell'istruzione, con una burocrazia asfissiante che in tante occasioni scoraggia l'impegno e la dedizione di tanti docenti.

Esigere la stabilizzazione immediata dei precari sui posti liberi, chiamare invece ogni anno supplenti su cattedre vacanti risponde alla logica di risparmiare sulle retribuzioni non erogandole nei mesi estivi,  siamo davanti ai soliti tagli  all’istruzione che recano danno a tutta la comunità. 

Aumentare gli stipendi, restituire dignità a chi forma i cittadini di domani, stabilizzare i precari, investire per l'ammodernamento dei plessi sono obiettivi reali, seri e costruttivi per i quali vale la pena di mobilitarci

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