LA CUB DI PISA ADERISCE ALLA GIORNATA SFRATTI ZERO PROMOSSA DA UNIONE INQUILINI


Una casa popolare dovrebbe restare sfitta non oltre 99 giorni, al centesimo riassegnata. Questa la richiesta della Cub ai vari consigli comunali in un momento storico nel quale i soldi spesi per l'albergazione stanno raggiungendo il loro apice mentre  il diritto all’abitare, al lavoro e alla dignità delle persone tarda a diventare centrale nelle politiche pubbliche. Le città sono divenute un terreno di conquista per la finanza immobiliare internazionale.

Esiste invece un’emergenza strutturale che attraversa l’Europa, entra nelle case, spezza le famiglie, allontana i giovani dalle città in cui sono nati e costringe migliaia di lavoratrici e lavoratori a destinare una parte insostenibile del proprio reddito all’affitto o a cercare una residenza a una ora di distanza dai luoghi di lavoro nelle estreme periferie delle Province. È la crisi abitativa, una delle manifestazioni più evidenti delle disuguaglianze sociali del nostro tempo . Ma la cura prospettata è del tutto inadeguata se pensiamo che le soluzioni non risolvono le problematiche dell'abitare, se pensiamo agli studentati costruiti e affidati alla gestione privata, se pensiamo al numero dei bisognosi di casa. Il Governo vorrebbe una legge per accelerare gli sfratti che poi sono quasi sempre legati a una morosità incolpevole trasformando in problema sociale le occupazioni proprio per tacere sulla reale emergenza abitativa

Ma a chi devono appartenere le città? A chi le abita, ci lavora e contribuisce alla loro vita quotidiana, oppure a chi le considera soltanto un’opportunità per accumulare profitti?

È su questa contraddizione che abbiamo aderito alla giornata No sfratti per chiedere impegni precisi ai governi locali e nazionali, alle istituzioni europee e trasformare un disagio diffuso in una vertenza collettiva per ottenere risposte concrete e misurabili.

La casa è un diritto. Il lavoro è un diritto. Le città sono un bene comune.

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