Un ricordo di Don Gallo
Il Gallo, come amava farsi chiamare, ha speso l’intera sua esistenza in
lotte vicino agli ultimi
Don Gallo, maestro di vita
di LAURA TUSSI
Dopo anni dalla sua scomparsa nel 2013, il nostro
ricordo è ancora vivo. Incontrare, conoscere e condividere l'impegno e le
lotte con il caro Don Andrea Gallo è stato, oltre che una immensa opportunità e
responsabilità, un grande insegnamento di vita
Dopo anni dalla sua scomparsa nel 2013, il nostro ricordo è ancora
vivo. Incontrare, conoscere e condividere l'impegno e le lotte con il caro
Don Andrea Gallo è stato, oltre che una immensa opportunità e responsabilità,
un grande insegnamento di vita. Il Gallo, come amava farsi chiamare, ha
speso l’intera sua esistenza per condurre lotte di giustizia sempre vicino agli
ultimi, ai fragili e ai dimenticati di questa atroce e feroce società dove il
più debole è spesso calpestato e soccombe.
Ricordiamo il giorno in cui l’abbiamo incontrato a Cinisello Balsamo in
provincia di Milano durante un evento pubblico nel 2010. In questa
occasione, raccontava la sua meravigliosa esperienza resistenziale e alla fine
dell’incontro abbiamo avuto modo di parlargli e proprio da qui è nato tutto.
Laura gli ha fatto leggere i suoi scritti sulla nonviolenza e le sue
recensioni ai libri sul mitico Fabrizio De André, che il Gallo ha apprezzato
moltissimo. Abbiamo trovato nei suoi occhi e nelle sue parole e nelle sue
azioni la forza e l’energia per attivarci su quanto lui ci aveva appena
raccontato: la sua lotta come staffetta dei Partigiani nella Resistenza contro
il nazifascismo.
Abbiamo chiesto al Gallo di ripetere questo incontro nel nostro paese Nova
Milanese. È tutto questo si è avverato come in un sogno. A Nova Milanese
nel 2010 è stato un incontro incredibile, la realizzazione di una nostra
piccola grande utopia: abbiamo voluto dare un tributo a una così bella figura
invitando suoi compagni di lotta provenienti da diverse parti
d’Italia. L’attore e regista Renato Sarti, il sindacalista Antonio
Pizzinato, lo scrittore e giornalista Daniele Biacchessi, il gruppo musicale
dei Settegrani, Giulio Cristoffanini uno dei fondatori di Emergency,
Diego Parassole storico attore e comico dello Zelig e il Partigiano Deportato
Emilio Bacio Capuzzo, anche lui sempre vivo nei nostri cuori.
Teatro pieno e una fila interminabile di persone che hanno voluto
incontrare il fratello e padre Gallo perché tutti noi abbiamo bisogno di un
padre, un grande padre combattivo, in carne e ossa che non le manda a dire ai
prepotenti di turno e che sappia proteggere da ogni
ingiustizia. Innumerevoli sono stati gli incontri a cui abbiamo avuto la
fortuna di presenziare e partecipare attivamente con il Gallo. Ricordiamo
quello di Senago, al palazzetto dello sport nel 2012, stracolmo di persone
venute a incontrarlo.
Ricordiamo anche il nostro pranzo con il Gallo alla comunità di San
Benedetto al Porto di Genova. La bellissima giornata trascorsa assieme. La
funzione religiosa sui generis celebrata
secondo le giuste e purtroppo disattese direttive del concilio Vaticano secondo
dove la parola è stata data agli attivisti provenienti da tutta Italia e poi il
pranzo in comunità dove il Gallo ha lungamente parlato dell’esperienza di
questa importante realtà solidale: la comunità di San Benedetto al Porto di
Genova.
Durante una presentazione in pubblico tenutasi a Novate Milanese, nel marzo
2013 - qualche mese prima della sua scomparsa e nello stesso giorno
dell’elezione di Papa Francesco - ricordiamo un simpatico aneddoto. In
quell’occasione era appena stato stampato il calendario delle sue ragazze
transessuali e transgender della comunità. Scherzosamente ci diceva e
raccomandava di vendere anche qualche libro in meno, ma i calendari, proprio i
calendari, di finirli tutti. Altrimenti, al suo rientro, le ragazze lo avrebbero
sgridato. A fine serata, dopo aver venduto tutti i calendari, abbiamo
raccontato al Gallo un episodio simpatico: una signora molto anziana ne ha
voluti comprare ben cinque da regalare a tutte le sue amiche
"nonnine".
Ogni volta che incontravamo il Gallo era una festa e quando vedeva Fabrizio
gli si accendevano gli occhi e diceva sempre: "non ti posso dimenticare.
Ti chiami come il mio caro Fabrizio De André". E questo non poteva che
renderci molto felici. Nell’ultimo incontro avuto con lui, ci ha preso in
disparte e stringendoci forte ha detto a me e a Fabrizio “ Siate assieme
testimoni di Pace, severi e fermi e
mettete il vostro amore al servizio dell’umanità".
E avrebbe apprezzato moltissimo il nostro impegno per la pace, dove abbiamo
impegnato tutte le nostre forze perché Ican - Rete e
Campagna internazionale per l'abolizione degli ordigni di distruzione di
massa nucleari potesse avere seguito in Italia e così via fino ad arrivare nel
2017 al Premio Nobel per la Pace collettivo, destinato alle centinaia di
organizzazioni e di attivisti nel mondo e alle associazioni in Italia affiliate
alla Rete Ican, tra cui tutte le realtà impegnate per il disarmo nucleare
universale e per la pace.
Nel ricordare Don Andrea Gallo in questo articolo, lo ringraziamo per
l’indimenticabile ricordo della sua presenza sempre attiva e vivace e pronta
nel rispondere a tono alla tracotanza dei potenti di turno e di tutti i poteri
forti, "che non ci sono poteri buoni" come dicono i nostri amici
anarchici. Perchè lui è angelicamente anarchico. Ora e sempre Resistenza!
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