Come hanno spianato la strada al ddl 1660
Se la sinistra andrà al Governo elimineremo tutte le leggi ingiuste, la debolezza dell'opposizione sociale è legata alla assenza di un Partito.
Quante volte abbiamo sentito queste mere giustificazioni ad occultare una realtà ben più tragica e l'assenza di una opposizione sociale diffusa? Quando la sinistra ha avuto la maggioranza le norme reazionarie in materia di lavoro e diritti sociali o immigrazione sono rimaste invariate, nel secondo caso invece la panacea di tutti i mali non potrà esser rappresentata da un soggetto politico specie se con adesioni e consensi da prefisso telefonico
Al ddl 1660 siamo arrivati con gradualità nel corso degli anni, questo ennesimo attacco alla libertà della protesta a sua volta rappresenta un salto di qualità perchè tiene insieme tutte le norme repressive e i nemici di turno: dai migranti ai movimenti dell'abitare, dalle realtà ambientaliste a quelle antimilitariste senza dimenticare la classe lavoratrice conflittuale.
Proprio nei primi due anni del Governo Meloni la via securitaria ha avuto particolare impulso, dopo il ddl in discussione al Senato proveranno a limitare ulteriormente il diritto di sciopero affermando al contempo norme ristrettive sulla rappresentanza.
Ma proprio il ddl rappresenta un punto di non ritorno dopo decreti parziali che tuttavia avevano dato creato nuovi reati penali.
Con la campagna contro i rave nell'estate 2022 arriva l'articolo 633 bis c.p., «Invasione di terreni o edifici pubblici con pericolo per la salute pubblica o l’incolumità pubblica», una norma costruita ad arte per le feste organizzate in capannoni dismessi o in aree comunque temporaneamente occupate, insomma parliamo dei raduni musicali teKno presentati come minaccia per la salute e sicurezza pubblica oltre alla violazione della proprietà, privata o pubblica che sia.
Dopo poche settimane, a inizio 2023, sono arrivate le «Disposizioni urgenti per la gestione dei flussi migratori». Le navi delle Ong in soccorso ai migranti sono costrette a traversate di giorni, viene loro impedito di attraccare nei porti e quando lo fanno devono impugnare, in tribunale, il sequestro delle navi e la loro opera di salvataggio viene considerata alla stregua del favoreggiamento della immigrazione clandestina.
In attesa della Consulta, che dovrà pronunciarsi sulla legittimità costituzionale di questo decreto, centinaia di migranti continuano a morire ogni anno nel Mediterraneo ma nel frattempo, inverno 2023, è arrivato anche il decreto Cutro che amplia i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), allunga il periodo di detenzione amministrativa, esclude i migranti richiedenti asilo dal Sistema di accoglienza e integrazione fino a limitare il numero dei permessi di soggiorno speciali per protezione, cure mediche o calamità. E anche in questo caso si inventa di sana piana un nuovo reato: Articolo 12 bis del Testo unico sull’immigrazione: «Morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina», pene tra 20 e 30 anni.
Poi è la volta del Decreto Caivano, da ascrivere alla lotta contro il degrado urbano per progetti di cosiddetta rigenerazione urbana, con pene fino a due anni per i genitori che non mandano i figli a scuola fino ai minori di 14 anni imputabili e sanzionabili oltre al solito, l'ennesimo, ricorso al «Daspo urbano». L'obiettivo del Decreto era depotenziare le comunità alle quali erano affidati i minorenni colpevoli di reati spianando loro la strada all'ingresso negli istituti di pena per minori (Ipm) che in un anno sono già sovraffollati proprio in virtu' della applicazione di queste nuove norme.
E per contrastare i movimenti ambientalisti, le loro azione simbolica, ma con alto impatto mediatico, sono arrivate le norme contro i cosiddetti eco vandali con multe da 10mila a 60mila euro e la reclusione fino a cinque anni per manifestazioni per altro mai violente, norme stigmatizzate perfino dall'Onu.
E in questo anno, prima del ddl 1660, era arrivato il protocollo Roma-Tirana con la deportazione in Albania dei richiedenti asilo. E qui sono arrivati alcuni nodi al pettine visto che tra i Paesi considerati sicuri e verso i quali rimpatriare i migranti irregolari, ci sono anche nazioni che violano i diritti umani. Di questo tra qualche mese parlerà anche la Corte di giustizia Ue. E per finire il DDL Nordio e il decreto Carceri che gli Istituti di pena, contrariamente a quanto dichiarato dal Governo, non li ha svuotati. Parliamo di un decreto finalizzato alla assunzione di 1000 operatori di Polizia Penitenziaria mentre mancano educatori, personale sanitario ipotizzando la costruzione di nuove carceri attraverso il recupero di edifici dismessi. E' innegabile che la suggestione del Governo sia quella di affidare parte degli istituti di pena, per alcuni tipologie di reati, ad associazioni e soggetti privati come accade in Inghilterra o negli Usa.
Potremmo andare avanti all'infinito ad esempio menzionando la volontà di accentuare i meccanismi repressivi nei codici etici e di comportamento nella PA, le sospensioni e le denunce contro insegnanti "rei " di avere contestato le autorità ministeriali, severe pene pensate per gli studenti che dovessero essere considerati protagonisti di danneggiamenti ai plessi scolastici o di violenze, fino ai mille ostacoli frapposti ai ricongiungimenti di migranti con i loro familiari.
Tutti questi provvedimenti sono passati quasi inosservati per il tacito silenzio mediatico e la criminalizzazione dei soggetti colpiti (dalle Ong alle associazioni pro migranti, dagli studenti considerati violenti e organizzatori di aggressioni alle forze dell'ordine fino ai movimenti ambientalisti ribattezzati come eco vandali). Se si trattava di spianare la strada al ddl 1660 alimentando un clima di paura e di criminalizzazione diffusa, sono riusciti nel loro intento.
Commenti
Posta un commento