Autoferrotranvieri: ma quale recupero salariale, si tratta di un contratto all'insegna del ridicolo
Cub Trasporti
Autolinee Toscana
Comunicato
stampa: un contratto nazionale all’insegna del ridicolo
L’11 dicembre 2024 scorso, è stato sottoscritto l'ennesimo contratto al
ribasso con la parte normativa rinviata al 2026. Una parte degli aumenti sarà
poi demandata ad accordi a livello aziendale
Oggi molti lavoratori rassegnano le dimissioni dalle aziende
autoferrotranvieri perché i ritmi e i tempi di lavoro sono divenuti
insostenibili con turnazioni di 9 o 10 ore per un salario che nel corso degli
anni ha visto erodere il potere di acquisto (guardatevi la busta paga di oggi e
confrontatela con quella di 30 anni fa ).
Salari, diritti e tutele della salute possono quindi aspettare, il
Governo voleva una intesa economica calcolando gli aumenti al di sotto della
inflazione e i Sindacati rappresentativi l’hanno accontentato. E non si capisce
la ragione per la quale se Cgil e Uil, come tra gli statali, non sottoscrivono
un accordo si invochi il REFERENDUM sul contratto stesso mentre, come per gli
autoferrotranvieri, se lo sottoscrivono se ne dimenticano. La democrazia deve
valere sempre e chi se lo dimentica non è dalla parte dei lavoratori.
Per settimane avevano parlato di aumenti contrattuali per recuperare
potere di acquisto, se la cavano con una tantum di 500 euro pari a meno della
metà di quanto avevano annunciato come richieste minime
E invece di diminuire i carichi di lavoro le aziende potranno aumentare
il salario di 40 € mensili in cambio della rivisitazione della regolamentazione
dell’articolazione dell’orario di lavoro. E intanto il Ministro Salvini
annuncia per il 2026 norme più ristrettive in materia di diritto di sciopero
Per la Cub
Giovanni Regali
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