Anche nel 2023 e nel 2024 prosegue la caduta del potere di acquisto dei salari Italiani La crisi economica e sociale inizia a preoccupare anche gli alfieri dell'austerità comunitaria
Salari minimi adeguati, protezione sociale estesa e duratura, sono queste alcune delle preoccupazioni dell'Unione Europea che inizia a fare i conti con la perdita di acquisto delle buste paga, un mercato del lavoro asfittico e un welfare inadeguato.
La “proposta sul rapporto sull’occupazione nell’ambito del Pacchetto di autunno del semestre europeo” merita di essere letta con attenzione
Inizia a palesarsi la inadeguatezza dei sistemi sanitari e sociali dopo anni di politiche neo liberiste e privatizzatrici se la Ue invita gli Stati membri a "garantire l’accesso tempestivo a servizi di assistenza sanitaria preventiva, terapeutica e a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili, salvaguardandone nel contempo la sostenibilità sul lungo periodo. Nel contesto di un aumento della domanda di assistenza a lungo termine, legata anche al cambiamento demografico, si dovrebbero affrontare le lacune di adeguatezza della protezione sociale, la carenza di forza lavoro e le condizioni di lavoro precarie".
Ma anche la consapevolezza della inadeguata formazione e delle carenze proprie del sistema scolastico trova ampi spazi
Gli Stati membri dovrebbero collaborare con le parti sociali, gli erogatori di istruzione e formazione, le imprese e altri portatori di interessi, con l’obiettivo di ovviare alle carenze strutturali dei sistemi di istruzione e formazione e migliorarne la qualità e la pertinenza rispetto al mercato del lavoro, anche attraverso un sostegno finanziario e tecnico mirato. Ciò contribuirebbe anche a rendere possibili le transizioni verde e digitale in quanto verrebbe data una risposta agli squilibri tra domanda e offerta di competenze e alle carenze di manodopera che interessano anche le attività connesse alle industrie digitali e a zero emissioni nette, comprese quelle che attengono alla sicurezza economica dell’UE, e le attività connesse alla transizione verde, come la diffusione delle energie rinnovabili o la riqualificazione edilizia.
Un altro dato merita poi attenzione in riferimento alla contrazione progressiva del reddito familiare lordo in Italia, se i dati del 2022 erano preoccupanti, la tendenza alla perdita di potere di acquisto continua anche nel 2023 e nel 2024 allontanandoci anche dalla media europea.
Solo negli ultimi 15 anni, i salari italiani calano del 6% quando invece aumentano dell'11 % mediamente nei paesi UE. I soli a non prendere atto di questa situazione sono i ministri del Governo Meloni che non perdono giorno per decantare le lodi di un sistema paese in continua crescita.
La crisi del potere di acquisto non riguarda tuttavia solo Italia e Austria, anche alcuni paesi del centro e del Nord Europa negli ultimi 12 mesi registrano dati preoccupanti
La crisi bussa con forza alle nostre porte ma i richiami al potenziamento del welfare, alla sanità e alla istruzione pubblica, a restituire dignità salariale alla forza lavoro sembrano del tutto inascoltati dalla narrazione rassicurante del Governo
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