Lettera aperta di lavoratori e pensionati: la sola via di uscita è ripristinare il potere di acquisto di pensioni e salari
Siamo un gruppo di lavoratori e pensionati alle prese con il caro vita, con salari e assegni previdenziali che hanno subito la erosione del potere di acquisto come mai accaduto negli ultimi 50 anni.
Ci viene detto che la fiducia delle imprese stia risalendo, eppure se i datori non vogliono aumentare i salari e battono cassa allo Stato per gli sgravi e i tagli al cuneo fiscale, quale fiducia potremo riservare nei loro confronti?
Il carrello della spesa vuoto per una buona metà, i costi dei generi alimentari in continuo aumento, quelli dei generi elettrici fuori controllo, se hai una visita devi rivolgerti al privato, eppure sarebbe bastato non regalare soldi alle aziende investendo le risorse risparmiate per migliorare la sanità.
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina salari e pensioni sono sempre più bassi, aumentano nominalmente ma il loro potere di acquisto crolla.
La fiducia nella ripresa dei consumi? Se hai uno stipendio basso, un lavoro precario, una salute malferma, ridurrai al minimo le spese, ormai anche un reddito fisso non basta per evitare la povertà, questa situazione racconta del depauperamento del welfare e dei salari da fame, realtà diffuse a tal punto da modificare anche le nostre abitudini alimentando paura e rassegnazione.
Gli indici statistici parlano di un piccolo, quasi impercettibile recupero del potere di acquisto, eppure la ricchezza delle famiglie al netto cala di anno in anno, tra qualche anno con la riduzione dell'importo previdenziale la situazione sarà ancor maggiore.
Se per anni abbiamo svolto, come pensionati, il ruolo di ammortizzatori sociali, nel tempo non saremo più di grande aiuto ai nostri figli, del resto se prima i giovani andavano a vivere da soli oggi sono loro stessi a proporre agli anziani di dividere la casa per avere una fonte di entrata in più. La manifattura non cresce, lo dice l'esperienza diretta e lo certificano le statistiche dell’Istat.
I segnali di ripresa non ci sono, per quanto se ne dica la crescita è meno di mezzo punto in percentuale salvo arrivi qualche guerra o crisi internazionale che farebbe schizzare alle stelle i costi delle materie prima vanificando anche quell'esiguo segnale di ripresina. E intanto i nostri salari, le pensioni vanno verso il ribasso, le spese aumentano
Commenti
Posta un commento