Le basi Usa in Italia sono una minaccia per la pace , la democrazia e la nostra sicurezza
Le basi Usa in Italia sono una minaccia per la pace, la democrazia e la nostra sicurezza
Le basi militari americane in Italia non sono tutte della Nato, alcune sono il frutto degli accordi post-bellici con un paese vincitore (gli Usa) che decise, all’indomani della Seconda guerra mondiale, di dislocare truppe e logistica militare in varie regioni del paese, in aree giudicate strategiche.
Le basi Usa sono un importante ingranaggio della macchina da guerra statunitense ma hanno anche una funzione logistica in funzione di guerre combattute in altre aree del Globo specie quelle nell’area mediorientale e mediterranea.
Le funzioni
originarie erano anche di deterrenza, o di aperta minaccia, in paesi nei quali
operavano forti e radicati movimenti comunisti (come appunto in Italia)
Nel corso degli anni alcune basi sono state ripensate, diminuiti i militari effettivi, le basi sono rimaste al loro posto adeguandosi via via ai nuovi scenari di guerra compatibilmente con gli interessi e le necessità dell’apparato bellico statunitense, del resto quali e quanti armi siano custodite in basi Usa dislocate in territorio italiano non è dato sapere.
Per ricevere informazioni abbiamo atteso decenni acquisendole solo grazie a Wikileaks, nella seconda metà del dopo guerra le basi sono servite per addestrare Gladio in funzione anticomunista. Il nostro paese ha garantito fino ai nostri giorni una piattaforma geostrategica unica in Europa alle forze militari americane”, “è la sede del più vasto insieme di capacità militari “che gli Usa possiedono fuori dal loro continente.
È bene sapere
che il contenuto degli accordi bilaterali che regolano l’uso delle basi sono in
gran parte segreti, dal versante italico c’è tutto l’interesse a non diffondere
dati e contenuti, qualcosa sappiamo invece dagli Usa con il Governo americano
che stipula contratti con le aziende produttrici di armi destinate al
Mediterraneo ossia alle basi Usa sui nostri territori, per fare un esempio i
droni della Global Hawk a Sigonella.
L’Italia nel
corso degli anni ha sempre risposto positivamente alle richieste Usa prova ne
sia quanto avvenuto con la base di Camp Darby collegata via acqua al porto di
Livorno e via ferrovia alla rete infrastrutturale civile. Il ruolo degli Enti
locali in queste opere è stato di attiva collaborazione, al resto ci hanno
pensato politici locali e nazionali imponendo l’obbligo di riservatezza a
tutela della sicurezza nazionale e internazionale, quell’obbligo agitato
insieme al Codice penale che prevede anni di carcere per chi diffonda notizie
che la popolazione locale dovrebbe invece avere specie in tempi di guerra. Le
basi Usa sono una minaccia per la pace, lo sono state per la democrazia e lo
sono oggi per la nostra sicurezza. Ecco perché abbiamo organizzato un presidio
Venerdì 10 Aprile a Pisa, ore 16 Piazza XX settembre
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