Se la Intelligenza artificiale spiana la strada a un mondo dispotico con crescenti disuguaglianze


Uno degli aspetti rilevanti della discussione, ancora agli albori, è capire quali caratteristiche avrà il capitalismo dominato dalla Intelligenza artificiale, fin da ora comprendiamo che le ricadute potrebbero essere nefaste per i posti di lavoro ma anche per una società dove gli elementi di controllo e di natura distopica potrebbero essere dominanti.


E in questa discussione era inevitabile la partecipazione attiva dei colossi capitalisti nati attorno alla IA, ad esempio Palantir il cui CEO parla della progressiva concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi, quanti già oggi sono al vertice della piramide andranno a rafforzare i loro averi e poteri. 

Sempre il Ceo ricorda che l'effetto delle tecnologia sarà quello di rafforzare esponenzialmente le ricchezze delle elites alimentando le disuguaglianze sociali, in altri termini i benefici economici ordinari per la popolazione  saranno decisamente inferiori ai vantaggi e all'accumulo di potere e ricchezza per una ristretta cerchia di capitalisti, specie se rappresentanti di aziende e multinazionali operanti nei rami di punta. 

Al netto di tante parole spese, di dichiarazioni spesso avventate, la realtà prospettata è quella di un capitalismo della sorveglianza destinato ad accrescere le disuguaglianze sociali ed economiche, danno per scontato che molte comunità locali si metteranno di traverso per non essere travolte e a quel punto le logiche securitarie e gli apparati repressivi, l'occhio vigile della tecnologia, dovranno essere pronti per il lavoro sporco. 
 
 
 
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