Dismissioni ossia vendite di immobili pubblici. E cosi' il Governo fa cassa

Per settimane ci siamo chiesti dove il Governo avrebbe preso i soldi per far quadrare i conti e in molti avevano anticipato ipotesi quali nuova spending review, tagli alla sanità e alla istruzione nel senso di non confermare investimenti a lungo promessi per la sostituzione del personale in quota 100 e la manutenzione delle fatiscenti strutture scolastiche e ospedaliere. Oggi, ovviamente in piena estate, iniziamo ad avere idee piu' chiare e scopriamo l'ennesimo piano di alienazioni di immobili pubblici.
 
Tutto da capire il ruolo di Invimit, la sgr del Tesoro, da cui passeranno oltre la metà delle dismissioni immobiliari. Intanto sarebbe utile capire di quali immobili stiamo parlando, se sono liberi o occupati (magari per la emergenza abitativa), quale uso ne verrà fatto una volta conclusa la vendita. 
 
L'intera manovra è necessaria per raggranellare circa 1,25 miliardi  dei quali non vedremo un euro perchè destinati a pagare gli interessi del debito. Poi da Invimit passeremo al Fondo Dante per finire  all'agenzia del Demanio alla quale spetterà la vendita di un altro grosso pacchetto immobiliare costituito da palazzi, terreni....e per concludere il Ministero della Difesa con oltre 40 caserme ormai dismesse da collocare sul mercato immobiliare.
 
Invimit ha già avviato  aste gestite direttamente dalla Sgr del Tesoro e destinate alla vendita a privati di uffici e appartamenti nella capitale.  Ma al di là dei meccanismi creati, vorremmo capire di piu' di questo piano di alienazione che poi altro non è se non la vendita di immobili pubblici, molti dei quali avrebbero potuto avere un uso ben diverso, di natura culturale, sociale, aggregativa e magari anche abitativa.

Esistono oltre 55mila beni  posseduti dalla Pa per fini e attività istituzionali, un grande patrimonio immobiliare spesso lasciato dai Governi in condizioni precarie per la sporadica manutenzione, questo patrimonio fa gola a molti, in ballo ci sono gli Enti locali visto che ai sindaci spetta il compito di provvedere alle indispensabili varianti urbanistiche per i necessari cambi di destinazione d’uso dai quali poi dipende l'aumento del valore. Ma questo aumento non vorremmo che avvenisse una volta alienato l'immobile e solo a vantaggio  dell'acquirente privato, secondo una prassi consolidata nel panorama delle privatizzazioni

Il vero problema non è solo la privatizzazione dei beni pubblici ma anche l'uso che ne verrà fatto, il ruolo decisivo dei Sindaci per modificare il valore di uso e consentirne ristrutturazioni e utilizzi profit. E' già accaduto in Grecia con la privatizzazione di interi lotti del territorio, non vorremmo che accadesse anche al nostro paese dove anni fa la vendita di tanti immobili pubblici fini' con il rafforzare il partito trasversale e unico del cemento e della speculazione

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