No alla disparità di trattamento fiscale

 Segue la nota della Cub Pi. Urge una premessa: la nostra posizione non è quella di favorire le tasse piatte e le politiche di detassazione che poi servono solo alla parte datoriale. Questa premessa, doverosa, non impedisca la denuncia dell'odiosa disparità di trattamento tra pubblico e privato

Cub Pisa



Il sindacato CUB Pubblico Impiego (CUB PI) lancia un duro atto di accusa contro il Governo Meloni, denunciando una palese e “odiosa” disparità di trattamento fiscale tra settore pubblico e privato all’interno della nuova Legge di Bilancio.

In una lettera formale inviata alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, l’organizzazione sindacale punta il dito contro l’esclusione dei dipendenti statali dai benefici fiscali concessi ai lavoratori del comparto privato.

Secondo la CUB PI, la manovra crea un solco inaccettabile tra le due categorie di lavoratori:

  • Detassazione degli aumenti: Mentre nel privato è prevista un’aliquota del 5% sugli aumenti contrattuali, per il pubblico l’imposizione resta ordinaria, erodendo di fatto il potere d’acquisto già compromesso dall’inflazione.

  • Salario accessorio: Ai dipendenti pubblici viene riservata un’aliquota del 15% (tripla rispetto al privato) e un tetto massimo di agevolazione di soli 800 euro annui, definito dal sindacato una “mancetta irrisoria”.

  • Arretrati: Gli importi relativi al triennio 2022-2024 vengono tassati senza sconti, vanificando gli sforzi per il recupero salariale.

È inammissibile che lo Stato, nel ruolo di datore di lavoro, tratti i propri dipendenti come lavoratori di serie B, i lavoratori pubblici garantiscono servizi essenziali in condizioni di cronica carenza di organico; negare loro gli stessi strumenti di difesa dal carovita concessi altrove è un atto di profonda ingiustizia.

La CUB PI chiede un intervento immediato per correggere la manovra, prevedendo:

  1. estensione della detassazione al 5% su tutti gli aumenti e gli arretrati anche per il settore pubblico.

  2. equiparazione delle aliquote e innalzamento del tetto per il salario accessorio.

  3. risorse adeguate per aumenti salariali che non siano puramente simbolici.

La CUB PI avverte: in assenza di segnali concreti volti all’equità e alla dignità salariale, l’organizzazione è pronta a mobilitare i lavoratori in ogni sede per rivendicare la parità di diritti e il riconoscimento del valore del lavoro pubblico.

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