Christine Lagarde: Noterelle su una sua intervista per riflettere sulla Ue e sulla finanza capitalistica

 di Tiziano Tussi


Su Elle Italia, del 3 aprile 2026, tra le tante letizie vi è pure una intervista con Christine Lagarde, a capo della BCE (Banca centrale europea).  Intervista che è una esercitazione di vuotezza assoluta. Lagarde ricopre ed ha ricoperto, così come nell’articolo si ricorda con enfasi, ruoli apicali del potere economico a livello nazionale, lei è francese, ed internazionale. Ministro dell’economia e delle finanze nel suo Paese, poi Direttore generale del Fondo monetario internazionale e da qualche anno Presidente della BCE.

 Nel testo viene definita carismatica, rigorosa ed empatica. E si plaude al fatto che la stessa “ha sfondato soffitti di cristallo” che impedivano alle donne ecc. ecc. Dice l’intervistatrice che Lagarde “esercita il potere ma lo usa per l’emancipazione di tutte noi”. 

Certo perché il giornale che si vuole patinato, ma di livello corrente, si erge a paladino delle donne e delle loro problematiche. In che modo poi, non si dice. Ma va bene lo stesso. C’è una comunanza tra l’intervistatrice e Lagarde, mai incontrata prima, dato che la stessa, dice il testo, leggeva Elle in Francia ogni settimana. Le due si esaltano per il ricordo di ricette che Elle pubblicava, il che le mette in relazione. Lagarde è “profondamente vicina allo spirito di Elle”. 

In che modo si esplichi poi questa vicinanza non è dato sapere. Insomma, un leader con risvolti umani di comprensione dei sottoposti, fotografi e il team del giornale. Tutti felici. Il suo “è un potere che non impone, eleva”. Per il giornale e per l’intervistata “l’indipendenza economica delle donne non è solo una questione tecnica. Ma di libertà.” 

Occorre comunque che molte altre donne riescano ad arrivare dove è arrivata lei. Le domande non ruotano attorno ai grandi problemi che la stessa ha affrontato e risolto, in senso di finanza capitalistica, basta ripensare il caos della distruzione della Grecia assieme a Barroso, Presidente della Commissione europea ed a Draghi, presidente della BCE: la troika, negli anni Dieci e appunto Lagarde a capo del FMI. I tre si trovano sulla copertina di un libro di Bruno Amoroso (2013): Figli di Troika. Da aggiungere la Banca Mondiale, stessa area. Una distruzione radicale della vita sociale greca per ripianare i disastri della classe politica al potere in quegli anni, fine secolo scorso e anni Dieci di questo. Solo per fare une esempio eclatante. 

Niente di tutto questo, o di altro simile, nell’intervista. L’unica nota significativa, continuamente ribadita, è che a capo di istituzioni internazionali vi siano donne. Commissione europea, Parlamento europeo e BCE: tutte donne. La domanda seguente è disarmante. Le si chiede se anche lei vuole promuovere l’emancipazione delle donne.

 E cosa dovrebbe rispondere Lagarde? “L’educazione finanziaria serve per capire cosa fare con i soldi e cosa i soldi possono fare per noi.” Frase ad effetto, ripetuta nei titolini, e vuota di senso, di contenuto. In mezzo ad amenità tipo “le donne devono controllare i loro soldi, non il partner” e via cianciando. Poi si ricorda una app che si chiama Euro Steps, passi in relazione all’educazione finanziaria?!? L’intervistatrice si dice entusiasta di questa vuotezza e perciò inviterà le lettrici a scaricarla. Avanti con l’esaltazione dell’euro digitale. 

Anche se a Lagarde piace ancora un poco il contante, semplice vezzo di attempata signora. Le donne si troveranno bene con l’intelligenza artificiale, dice Lagarde: “le donne hanno dimostrato di essere multitasking (ce in partica vuole dire fare più cose contemporaneamente o quasi), pensano ai bambini da prendere a scuola mentre presentano un Power Point al capo, e intanto si ricordano che forse non c’è nulla in frigo per la cena. Anche alcuni uomini lo fanno ma non come noi, con la stessa frequenza.” Insomma, leggendo l’intera intervista alla ricerca di un problema reale risolto in un modo o nell’altro, alla ricerca di una qualche teoria economica per i vari paesi frequentati, insomma un progetto portato a termine, in ogni modo, si resta delusi. 

Non c’è nulla. Solo banalità del tipo, le donne fanno il 30% del lavoro domestico in più rispetto agli uomini; mai avere il senso di colpa se non si espleta un servizio per la famiglia, lo può fare l’uomo; consigli di vita da dare: “osa”, sorridi nonostante la fatica estrema.” Per lei l’età non conta “Ho solo settant’anni”. Basta così. Per finire i suoi due sogni.

Finito di distruggere nazioni ed equilibri finanziari ed economici di Paesi sparsi per il mondo Lagarde vorrebbe trascorrere in pensione due mesi in una laguna e contribuire alla tutela dei coralli, del paesaggio…secondo, riprendere le lezioni di piano che suonava, male, più giovane.

In pratica, con le foto, sei pagine piene di nulla e di zuccherose spensieratezze che ci rendono fanno vedere un compiuto capitalista finanziario come una donna con un’empatia verso le altre donne e senza uno straccio di storia lavorativa, successi e fallimenti, della stessa. Come se l’intervistata fosse un comune quadro dirigenziale di una azienda che produce tubi. Forse è questo che le lettrici di Elle amano leggere, banalità rimescolate non importa quali e verso chi.  

da Gramsci oggi maggio 2026

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