Intelligenza artificiale e lavoro disperso di Carla Filosa

 

Nell'ultimo decreto lavoro non c'è un cenno all'introduzione dell'IA in ambito lavorativo. 

Eppure ogni innovazione tecnologica apporta nuovi mercati da conquistare, maggiori profitti da esigere, abbassamenti salariali da riprogrammare magnificando magari "salari giusti" da far sperare. 

La realtà va guardata per quello che è: aumento di lavoro sommerso, dispersione di classe, minimizzazione remunerativa, a volte nemmeno riconoscimento del lavoro svolto. 

Il dominio sull'incremento delle forze produttive non porta alla socializzazione del progresso ma all'erosione del salario globale di classe, di chi lavora sempre più sotto ricatto. 

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