venerdì 1 giugno 2018

Perchè partecipare il 2 Giugno alla manifestazione a Camp Darby


Il 2 giugno ripudia la guerra e la militarizzazione.
Manifestazione a Camp Darby contro la guerra e per la smilitarizzazione del territorio. La manifestazione prevede il concentramento alle 1430 davanti alla Basilica di San Piero a Grado da dove partirà una marcia di 5 km per arrivare ai cancelli della base Usa di Camp darby
ne abbiamo parlato con alcuni degli organizzatori nel corso della conferenza stampa tenutasi il 1 Giugno davanti al Comune di Pisa
Perchè questa manifestazione?
Innanzitutto vogliamo, come promotori della iniziativa,  restituire al 2 giugno, festa della Repubblica, il suo senso civile inficiato da troppo tempo da parate e dimostrazioni militari. Non ci siamo abituati alla normalità della guerra che è una realtà tremendamente attuale.  E quando parliamo di guerra si intende anche la militarizzazione del territorio, l'uso di infrastrutture civili a fini militari, il sistema Italia che ormai dedica sempre piu' risorse al militare.  Niene di rituale ma una questione pratica, ossia la imminente costruzione di una ferrovia a soli scopi militari che collegherà la Base Usa alla stazione, oggi abbandondata, di Tombolo e da li' proseguire per i principali scali ferroviari italiani, quelli per intenderci che portano alle basi Usa e Nato per il rifornimento di armi destinate alle zone di guerra.

Il 2 Giugno a Pisa come alternativa alla manifestazione Grillina?
Abbiamo lanciato la manifestazione il 1 Maggio , quindi un mese fa. Non ci pare che il tema della sovranità nazionale rispetto alla militarizzazione dei territori e alle basi Usa e Nato sia nel programma di Governo di Lega e 5 Stelle che accettano la Nato e intendono assecondarne le politiche di guerra. Poi c'è un aspetto rilevante , ossia che la espansione della Nato nell'Est Europeo arriva in contemporanea alle politiche dei austerità della Bce, quindi quale sovranità  è possibile con la presenza di militari Usa e Nato sul territorio italiano? Le lavoratrici e i lavoratori, le cittadine e i cittadini, hanno tutto da perdere dall'aumento delle spese militari, nelle guerre sono carne da macello, facili prede di propagande xenofobe e nazionaliste.  Non siamo noi a dirlo ma la storia  o se preferiamo i fatti di cronaca.
Da anni si continua a tagliare – in linea con le disastrose politiche neoliberiste - le spese sociali, crescono sempre più le spese per armamenti e missioni militari. L’Italia, come si evince da rapporto SIPRI 2018, ha scalato la classifica dei Paesi che spendono di più per spese militari (stima a 26 miliardi di euro, una cifra enorme ed in crescita). Anzi per essere ancora piu' espliciti, non tutte le spese militari sono annoverate a questa voce, ci sono tantissimi soldi a tale scopo sotto altre voci, ricordiamo che i soldi destinati a nuove tecnologie sono sovente destinate alle ricerche dei nuovi sistemi di arma. Basta leggere il rapporto Milex sulle spese militari per trovare conferma di quanto appena detto. Poi  l'Italia è anche tra i primi esportatori di armi verso paesi in guerra o nei quali sono violati i diritti umani, come l'Arabia Saudita impegnata in una sanguinosa aggressione al popolo yemenita e nella destabilizzazione dell'area mediorientale.

No alla Nato , è uno dei temi ricorrenti nella vostra piattaforma
Non solo, parliamo anche di militarizzazione dei territori, della salute a rischio per la popolazione e i militari stessi, sono centinaia i militari morti per l'uranio impoverito, i dati dei decessi e delle morti tra la popolazione colpita (parliamo anche dei Balcani giusto per restare al vecchio continente) sono avvolti nel mistero. Il nostro Paese continua a rendersi complice delle guerre imperialiste degli USA e degli alleati NATO e della loro politica di minaccia, destabilizzazione e aggressione verso paesi sovrani, colpiti in questi ultimi giorni da attacchi Usa e Nato.  Usare questi termini non è semplice perchè si focalizza l'attenzione sulla mancanza di sovranità monetaria, sulle politiche in materia di lavoro e pensioni decise da Bruxelles ma non si dice che ormai l'Ue sta dentro la Nato, anzi in questi giorni stanziano truppe usa ai confini con la Russia e destinano ingenti quantitativi di armi a paesi dell'est europeo
Il comando militare USA finanzia la costruzione di una ferrovia a soli fini militari per trasportare, in silenzio e senza essere visti, ingenti quantitativi di armi verso l'aeroporto militare di Pisa. Per costruire la ferrovia abbatteranno 1000 alberi. Il fosso dei Navicelli da tempo è oggetto di lavori tra bonifica, ampliamento e dragaggio. Sono soldi pubblici usati, dicono gli amministratori locali, per rilanciare l'economia, nel frattempo i soli a beneficiarne sono i comandi militari USA che potranno trasportare le armi alla banchina del porto di Livorno loro riservata per il rifornimento di navi da guerra o addette alla logistica. Nella nostra Regione la base USA di Camp Darby è da decenni il “magazzino logistico” della guerra permanente che ha destabilizzato e reso più insicura larga parte del nostro pianeta. Afghanistan, Iraq, ex Jugoslavia, Libia, Siria, e anche l’Iran è oggi sotto minaccia.
Oggi, per dare un segnale alle istituzioni italiane e statunitensi, a chi governa il territorio e si appresta a governarlo dopo le prossime elezioni amministrative a Pisa, torniamo a chiedere con forza che Camp Darby sia smilitarizzata e riconvertita ad uso civile e che l'intera area venga bonificata, per non essere complici delle guerre e continue aggressioni ed atti di pirateria tra le altre cose in aperta violazione del diritto internazionale o di quanto ne resta.

che cosa volete allora?
Cerchiamo di essere diretti e sintetici:

  • l'accesso alla base e sapere cosa essa nasconda a partire dai depositi speciali (proiettili cinetici con Uranio Impoverito, missili nucleari o armi chimiche). Le popolazioni pisane e livornesi non devono correre rischi né la loro salute deve essere minacciata! La Toscana non sia il trampolino di lancio della guerra!
  • Il divieto assoluto di accesso al porto di Livorno delle navi a propulsione nucleare, sia fornita alla popolazione la dovuta e corretta informazione delle procedure da seguire in caso di rischio da emergenza radiologica o chimica, non sia costruita la ferrovia ad uso militare.
  • che l'Italia lanci un segnale importante di impegno sul disarmo, avviando le procedure per la firma e ratifica del Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari, che implicherebbe il rifiuto dell'Italia ad ospitare ordigni nucleari americani sul proprio territorio.  
E per chiudere?
Chiediamo a tutte le organizzazioni politiche e sindacali, alle associazioni, ai comitati, ai movimenti a livello toscano di partecipare alla organizzazione di una manifestazione il 2 giugno, ci rivolgiamo ai cittadini toscani affinché tutti i soldi impegnati a scopo militare per i Navicelli e presto per la ferrovia siano destinati ad altro scopo: salute, sanità, ricostruzione delle aree terremotate, lavori socialmente utili.
Per questo invitiamo tutti e tutte il 2 giugno per partecipare insieme alla manifestazione che terminerà di fronte alla base di Camp Darby.

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA
 https://www.facebook.com/nocampdarby/videos/1504696182986867/

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