venerdì 6 luglio 2018

Appalto delle pulizie al Comune di Pisa. Un bando che non tutela le lavoratrici e deve essere ritirato

Appalto delle pulizie al comune di Pisa: un capitolato che lede i diritti delle lavoratrici

Premessa giuridica

Partiamo dalla LINEA GUIDA EUROPEA "Cleaning Best Value" .sugli appalti pubblici ed in particolare ci riferiamo al D.Lgs. 50/2016 che ne costituisce l'applicazione nel nostro paese.

La metodologia proposta si basa sul concetto di “valore”: le imprese di pulizia/multiservizi/servizi integrati generano valore aggiunto per gli ambienti, gli edifici e la qualità della vita di chi vi soggiorna e lavora. Questo valore va però riparametrato sulla base del fattore costo, per cui viene adottato come concetto cardine il miglior valore best value Il concetto di “miglior valore” punta a definire un sistema in base al quale classificare e ponderare, rispetto al prezzo, i vari elementi riguardanti la qualità del servizio, al fine di valutare l’offerta che meglio risponda alle preferenze ed esigenze specifiche del committente, e rappresenta alla fine l’offerta economicamente più vantaggiosa.

La metodologia è incentrata sulla determinazione di una procedura di appalto che contempli tali elementi di qualità. modalità di analisi delle offerte presentate, secondo criteri di qualità per la selezione dell’offerta di massima qualità, fino alla sottoscrizione dell’appalto. L'appalto non viene visto solo come procedura amministrativa che porti ad una aggiudicazione 'corretta', ma rappresenta un vero progetto di servizi la cui redazione richiede l'attuazione di un insieme complesso di processi (migliore servizio al migliore prezzo). L’obiettivo è arrivare ad un affidamento ad un operatore economico che eroghi il miglior servizio al miglior prezzo,

RACCOMANDAZIONI DELLE PARTI SOCIALI

Tra le raccomandazioni specifiche nel rispetto della normativa cogente. i punti salienti della legislazione UE sono:

nelle nuove norme i criteri di aggiudicazione riguardanti la qualità si baseranno sul principio “dell’offerta economicamente più vantaggiosa” (criteri “MEAT”, articolo 67), che punta a garantire sia la qualità che il miglior valore del rapporto tra costo e benefici, prendendo in considerazione gli aspetti ambientali, le caratteristiche innovative, pur tenendo conto del prezzo o dei costi del ciclo di vita del lavoro, dei beni o dei servizi assicurando il rispetto del diritto del lavoro e delle norme sociali: aspetti fondamentali in un settore ad elevata intensità di manodopera;
raccomandazioni specifiche riguardano le norme esplicite sull’importanza
della conformità al vigente diritto sociale e del lavoro, compresi gli standard definiti nei contratti collettivi (articolo 18.2);

Gli aspetti sociali includono il rispetto dei contratti collettivi e le buone condizioni di lavoro, due fattori che insieme costituiscono l'elemento di criticità in questo tipo di servizio, in quanto le stazioni appaltanti spesso sottovalutano innumerevoli spetti per privilegiare il fattore cost ma cosi’ facendo favoriscono un comportamento scorretto delle imprese sia in termini di servizio offerto che di dumping sociale. Tutto questo coerentemente con quanto previsto dalla direttiva europea sugli appalti pubblici ed in particolare con il D.Lgs. 50/2016 che ne costituisce l'applicazione a livelli italiano
Presupposto fondamentale è che il committente debba chiedere all’operatore economico come intenda soddisfare tali requisiti.

Restano le problematiche inerenti la possibilità di aggirare alcune clausole sociali o di applicarle lasciando al datore di lavoro ampi spazi di ridurre gli orari, rivedere in peggio i contratti a discapito delle condizioni di vita e di lavoro. Al rispetto formale delle clausole sociali non sempre corrispondono tutele reali. Anche i controlli esercitati dal committente non tengono mai in considerazione le condizioni retributive e contrattuali della forza lavoro operante negli appalti ma si limitano per lo piu’ al rispetto del capitolato e dei servizi da offrire.


E’ ormai prossimo il cambio di appalto dei servizi di pulizia degli uffici e dei locali comunali e nonostante le dichiarazioni in campagna elettorale (per esempio quelle del candidato a sindaco Pd Serfogli) si tratta di una gara i cui contenuti stridono fortemente con i diritti delle lavoratrici
Infatti
Si aggiudica secondo l’offerta economicamente piu’vantaggiosa, il che potrebbe anche determinare tagli agli orari, ai contributi e al salario visto che in nome dell’autonomia organizzativa dell’impresa, l’azienda aggiudicatrice potrebbe apportare modifiche sostanziali a discapito di lavoratrici tutte part time e con orari sempre piu’ disagiati
Senza entrare nel merito delle attività ordinarie e straordinarie richieste, dando per scontato che si tratta di attività comunemente richieste in un appalto, resta inaccettabile quanto scritto nel capitolato tecnico in merito agli orari. Impedendo le pulizie al sabato (consentite solo nelle sedi delle Polizia municipale e in biblioteca) molte lavoratrici rischiano di non riuscire a completare il loro orario settimanale.
Gli stessi orari indicati, inizio dei lavori posticipato dalle 1730 alle 18, determineranno un sensibile peggioramento delle condizioni di vita visto che il lavoro si protrarrà nel dopo cena. Questa situazione è determinata dalla volontà del Comune di evitare ogni rischio da interferenza, facendo lavorare il personale delle pulizie quando i locali sono vuoti. Ma i rientri pomeridiani sono solo due, il martedi’ e il venerdi’ per la stragrande maggioranza di personale tecnico e amministrativo, e non crediamo rappresenti certo un rischio far iniziare le pulizie dalle ore 17, cosi’ come imporre il servizio alla domenica quando gran parte degli uffici sono già chiusi dal venerdi’ alle 14. Un comportamento, quello tenuto dal Comune e dal suo dirigente responsabile dell’appalto, illogico e soprattutto incapace di guardare concretamente alla erogazione dei servizi senza peggiorare le già precarie condizioni lavorative e di vita di chi non arriva per lo piu’ a 1000 euro al mese (straordinari inclusi)
Anche in materia di salute e sicurezza non esistono impegni ben definiti dal Comune che destina dei locali ripostiglio a uso spogliatoio quando tutti sanno che si tratta di locali ben diversi e soggette a regole ben definite
Nell’appalto , nonostante le nostre proposte avanzate nelle commissioni consiliari, ci sono clausole sociali generiche, cosi’ approssimative da potere essere aggirate in nome della autonomia della impresa.
Per quanto concerne la raccolta differenziata dei rifiuti, nello stesso tempo assegnato per le pulizie, il personale dovrà anche garantire un servizio che richiede tempo senza che sia previsto un aumento delle ore assegnate a ogni singolo dipendente. Per quale ragione poi le lavoratrici dovrebbero essere responsabili della differenziazione senza prima essere certi che questo lavoro sia svolto a monte dal personale comunale?
Le lavoratrici poi dovranno, magari da sole e movimentando carichi superiori a quelli previsti dalle normative vigenti, conferire la spazzatura differenziata negli appositi cassonetti stradali o accumulare i sacchi portandoli fuori nei giorni stabiliti dal porta a porta. Tutto cio’ avverrà senza un’ora di lavoro retribuita in piu’ nella busta paga.
Il personale delle pulizie è soggetto alle stesse regole dei dipendenti pubblici in caso di sciopero, dovranno essere garantiti contingenti minimi e servizi essenziali. Ma non siamo in un ospedale o in una Rsa, allora perché estendere alla forza lavoro degli appalti queste regole?

Da quanto sopra scritto ci pare evidente che

la scrittura del capitolato di gara non sia avvenuta nel rispetto dei diritti delle lavoratrici,
si tratta del solito appalto che premierà l’offerta economicamente piu’ vantaggiosa senza curarsi delle condizioni lavorative e retributive delle lavoratrici.
si impongono degli orari senza prima verificarne la fattibilità nel rispetto dei contratti in essere, anzi si demanda alla ditta aggiudicatrice il compito di coniugare le richieste del committente\ Comune di Pisa\ con i diritti dei lavoratori e qualora cio’ non fosse possibile il Comune non interverrà in alcun modo nel rispetto dell’autonomia della impresa
Un appalto insoddisfacente, per questo chiediamo alla nuova amministrazione comunale di rivederne i contenuti, di verificare puntualmente le modalità di svolgimento dell’appalto correggendo gli errori della precedente Giunta che ha ben poco considerato i diritti della forza lavoro meno tutelata per eccellenza: le lavoratrici degli appalti. Per queste ragioni chiediamo il ritiro del bando di appalto

SINDACATO GENERALE DI BASE PISA

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