sabato 14 luglio 2018

I contratti a tempo determinato e i mille ripensamenti Governativi

E che voucher sia, è singolare ma il Governo riparte proprio da dove il Governo Renzi aveva fatto un passo indietro, ossia sui buoni lavoro. Ci saremmo attesi un decreto decisamente piu' coraggioso ma stando al testo provvisorio (altre novità arriveranno dal dibattto parlamentare) possiamo dire che per resitituire dignità al lavoro serviranno ben altri interventi.

Intanto i contratti a tempo determinato legati alle attività stagionali potranno essere prorogati o rinnovati liberamente, quindi scompare la causale proprio come richiesto dai padroni. E anche sul fronte dell’aggravio contributivo per ciascun rinnovo dei contratti a termine, ci si muove sulla strada già battuta dal Governo Renzi e dalla ministra Fornero.

Veramente poco rispetto alle reali necessità, qualcosa è stato fatto come la riduzione della durata massima dei contratti a termine da 36 a 24 mesi ma servirebbe una normativa tale da favorire l'assunzione a tempo indeterminato. A livello statistico tra qualche mese scopriremo che il lavoro diminuisce come il numero degli occupati, infatti il 4% degli 80 mila contratti stagionali a tempo determinato ha superato il 24 mesi e per i settori pubblici e privati si apriranno problemi e contenziosi, una volta approvata in Parlamento la legge.

Sempre tra qualche mese diranno che la normativa dei 24 mesi costringerà al nero e alla disoccupazione migliaia di lavoratori e lavoratrici che «non troveranno altra occupazione» superati, appunto, i 24 mesi.

All'atto finale, pubblicazione in Gazzetta ma soprattutto con la trasformazione entro 60 giorni in Legge, capiremo quali interessi avranno vinto, intanto alle imprese è stata concessa la prosecuzione, acausale, dei rapporti a termine stagionali anche dopo i 12 mesi.

Un percorso tortuoso per produrre risultati decisamente inferiori alle aspettative, a prevalere sembrano gli interessi industriali del Nord, e non solo quelli, provvedimenti parziali per altro non accompagnati da interventi in materia di contratti, innovazione, organizzazione del lavoro e politiche attive. Decisamente poco in un paese dove la precarietà è dilagante, una precarietà che alimenta povertà, miseria, infortuni e morti sul lavoro.

rinviamo al testo in Gazzetta
http://www.ansa.it/documents/1530532246385_BozzaDecretoDignita.pdf

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