martedì 24 luglio 2018

Salario accessorio negli enti locali: alcuni appunti

Abbiamo già analizzato numerose contraddizioni dell'ultimo contratto nazionale autonomie locali, di sicuro all'atto pratico, con la contrattazione di secondo livello, arriveranno nuovi problemi.

Al di là della materiale impossibilità di incrementare il fondo senza incorrere nei tetti di spesa insuperabili, la costituzione della parte variabile del fondo stesso non dovrebbe comportare problemi perchè tra l'articolo 67 del nuovo ccnl e l'art 31 del ccnl 2004 non corrono poi differenze.

Per esempio è ancora possibile incrementare la parte variabile del fondo ma sempre nei limiti dell'1,2%  rispetto al monte salari del 1997 previo accertamento della spesa e con i soliti processi di razionalizzazione e riorganizzazione dei servizi \aumento della produttività che restano le condizioni essenziali per integrare il fondo.

Fino ad oggi gli uffici competenti dovevano documentare e certificare l' aumento delle prestazioni del personale non gestibile se non incrementando il fondo della produttività. Per essere ancora piu' chiari, lo scambio era tra il miglior funzionamento della macchina organizzativa, l'aumento delle prestazioni e l'incremento della parte variabile del fondo; in questo modo era possibile far fronte alle richieste sindacali pur con maggiori oneri del trattamento economico accessorio del personale, magari tenendo conto di queste situazioni limite con i piani triennali di fabbisogno di personale.

Il vero problema era e resta il tetto imposto alla spesa di personale, restano inalterati gli spazi di agibilità per incrementare un fondo che solo nel 2019 avrà quelle risorse fresche un tempo automatiche dopo la sottoscrizione dei contratti nazionali. Ma questi incrementi oggi sono soggetti anche alle forche caudine della performance  e al vincolo, sempre presente, di limitare la dinamica salariale nella Pubblica amministrazione.


In teoria niente di nuovo ma nella pratica invece gli incrementi sono indirizzati sempre piu' verso il finanziamento della premialità con una quota aggiuntiva di produttività erogata a un numero ristretto di personale.

E qui casca l'asino, perchè ogni finanziamento rispetto al passato subisce il vincolo della premialità collegata alla performance. Quindi, per concludere, i meccanismi di incremento del fondo non cambiano, i tetti di spesa rimangono ma la performance diventa sempre piu' ossessiva e gli istituti contrattuali delle indennità  rischiano di essere un problema soprattutto all'atto concreto della loro erogazione (magari per conflitti tra Pm e restanti dipendenti) . Pensiamo a controlli maggiori sui risultati conseguiti e la premialità rischia di essere uno strumento divisivo tra il personale, per non parlare poi delle crescenti pressioni sugli Enti per la effettiva verifica dei risultati raggiunti e la erogazione della produttività in termini sempre piu' diseguali.

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