Facciamo il Punto sugli asili nido....Verso elezioni RSU 2025
Facciamo il punto sugli asili nido
Gli asili nido e la scuola dell'infanzia del Comune di Pisa per molti anni hanno rappresentato un patrimonio umano ed educativo, una sorta di valore aggiunto di cui andare fieri per esportarne le esperienze altrove. Ma qualcosa è cambiato e non certo da ora, da quando per molti anni è mancato il coordinamento pedagogico per poi decidere che le materne comunali potevano essere statalizzate rappresentando un inutile doppione. Eppure, in contesti storici diversi, molti Enti locali avevano costruito scuole dell’infanzia come impegno concreto dei Comuni a supporto dell’educazione.
Molte scelte delle passate Giunte ci hanno visto all’opposizione, ad esempio quando si sono finanziati con soldi pubblici le ristrutturazioni di plessi scolastici per poi cederli alla gestione del privato sociale o quando, con i residenti nel Comune in continua flessione, è iniziata la riduzione dei nidi dimenticando che dei posti in più (stando alle domande non sarebbero mai abbastanza) avrebbero beneficiato i pendolari ossia quanti lavorano nel territorio comunale.
E’ indubbio impegno e professionalità di educatrici educatori ed insegnanti comunali, eppure nonostante il PNRR non è dato sapere se altri nidi nell’immediato futuro saranno ancora a gestione diretta.
Di questo l’Amministrazione Conti intende parlare oppure no?
Ma il Governo Meloni?
Sono 1,9 milioni i potenziali fruitori dei servizi educativi per la prima infanzia in Italia, ossia bambini\e con meno di tre anni (il 2 % della popolazione), mentre le famiglie con almeno un figlio in questa fascia d’età rappresentano il 5,7 per cento del totale di quelle con o senza figli, 500mila in meno rispetto a un decennio fa. E intanto l’obiettivo di garantire al 33% dei nuovi nati un posto negli asili nidi è stato ridotto al 15% nonostante le risorse economiche a disposizione.
Da anni ormai è assente una cultura dell'infanzia che veda i nidi come servizi educativi e non assistenziali, differenza sostanziale in un paese nel quale i Governi via via succedutisi hanno sempre evitato (per ridurre la spesa sociale) di inserire i nidi da servizi a domanda individuale a parte attiva della Scuola pubblica.
E al Comune di Pisa? Mancano strumentazioni adeguate per svolgere il nostro lavoro, ci sono grandi criticità nelle sostituzioni, le strutture necessitano di controlli per garantire un microclima adeguato ( si pensi al caldo già insopportabile a Maggio), aspetti che riguardano educatrici ed utenza. A tutto questo si aggiunga la mancata valorizzazione del personale educativo che, per contratto dovrebbe essere inquadrato in un profilo superiore, un contratto, quello delle Funzioni locali, tuttavia che non ha previsto i finanziamenti necessari per raggiungere questo scopo a conferma anche della responsabilità dei sindacati firmatari di CCNL che hanno lasciato ampia, troppa, discrezionalità agli Enti nella definizione delle progressioni verticali.
Ha senso prevedere un inquadramento superiore senza intervenire sulla modalità atte a garantire per tutte\i questo diritto?
Ma resta per noi inaccettabile anche il comportamento di Giunta e vertici della macchina comunale, apprendiamo dalla stampa decisioni, ad esempio l’apertura a luglio, che avrebbero dovuto essere decise con la forza Lavoro.
Eppure, in questa grande confusione.
il nostro impegno sarà sempre quello di stare dalla parte delle lavoratrici,
dei lavoratori e, ci permettiamo di dire, dei bambini e delle bambine, a
sostegno di una categoria che, nonostante lo stress da lavoro correlato, garantisce
da anni la qualità dei servizi, una forza Lavoro tuttavia indisponibile a
subire sulla propria pelle processi decisionali a senso unico.
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