La cattiva coscienza a sinistra e le amnesie sul pacchetto sicurezza

Dopo la fine del Governo Conte 1 e l'uscita della Lega dal Governo, sono molti, troppi, a credere che l'emergenza sociale e democratica sia finita, anzi ad essere piu' chiari comincia proprio adesso con la autonomia differenziata e la riduzione dei parlamentari.

Noi siamo di diverso avviso, i pacchetti sicurezza non sono espressione della sola Lega, a votarli sono stati anche i parlamentari del MOV 5 Stelle che continuano a sedere tra i banchi del Governo.

E la presenza dei grillini è motivo sufficiente non per demonizzare simpatizzanti e votanti del mov 5 Stelle ma per capire che l'assenso accordato alle politiche in materia di immigrazione e controllo sociale va ben oltre la Lega e sconfina anche a sinistra.

Il pacchetto sicurezza bis è stato applicato recentemente per denunciare lavoratori e sindacalisti in sciopero a Genova. Limitare la critica al pacchetto sicurezza alle questioni riguardanti l'accesso ai porti delle navi Ong è non solo sbagliato ma riduttivo perchè  la cacciata di Salvini dal Governo non determina automaticamente idee diverse a livello popolare e parlamentare in materia di immigrazione, accoglienza.

Oggi bisogna, senza perdere altro tempo, rimettere in discussione i pacchetti sicurezza perchè le norme repressive in essi contenute riguardano noi tutti\e, chi manifesta con blocchi stradali o occupa immobili sfitti da anni per fronteggiare l'emergenza abitativa e sociale.

I pacchetti sicurezza mettono sullo stesso piano gli abusivi,  abusivi e da reprimere siamo tutti\e, migranti, occupanti di casa, sfruttati, lavoratori e lavoratrici italiani\e e non che perdono il posto e lottano, con ogni mezzo necessario, per difendere la loro stessa dignità.

In alcune città sono nate esperienze variegate e unitarie contro il pacchetto sicurezza che invece sembra essere scomparso dall'immaginario collettivo di tanti, eppure quel pacchetto è legge e l'inasprimento delle pene per eati un tempo pecuniari ci riporta ad uno stato penale e repressivo contro chiunque dissenta e decida di non subire l'arbitrio padronale, la perdita di casa e di lavoro.

L'uscita della Lega dal Governo, come avvenuto con la fine della lotta armata che non determino' la caduta delle leggi emergenziali, non ha sancito la messa in discussione del pacchetto sicurezza, non ha aperto nel paese un dibattito sulla natura repressiva dello stesso perchè nell'immaginario collettivo quei provvedimenti sono ben visti anche da interi settori della cosiddetta sinistra.

Cacciato (ma fino a quando?)  Salvini restano in piedi le norme repressive dalla Lega fortemente volute, da qui l'urgenza e la necessità di riprendere la mobilitazione contro i pacchetti sicurezza costruendo con tutti i soggetti sociali subalterni percorsi unitari e conflittuali contro lo stato penale.

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