La longa mano del militarismo renano
E alla fine. tanti sforzi economici e l'acuirsi delle tensioni sociali per recare vantaggi soprattutto alle multinazionali statunitensi. Non esiste un Riarmo buono se avviene con i sistemi di arma prodotti dalla Ue e uno cattivo derivante dall’acquisto in altri paesi, ma resta innegabile che la scommessa di rilanciare la economia del vecchio continente attraverso il complesso industrial militare sta trovano non pochi inciampi e difficoltà.
Le previsioni del Piano Draghi sono in parte smentite da ritardi e contrasti interni ai paesi Ue e ai loro complessi industrial militari che hanno nel tempo concluso accordi commerciali e produttivi con multinazionali Usa che alla fine intascheranno la stragrande maggioranza dei proventi di queste vendite. La Ue si riarma con i sistemi e le tecnologie Usa e permette a quel paese di avere continue commesse per tenere in piedi il loro egemonico complesso industrial militare.
Un secondo servizio, anche come questo come il primo reperibile sul sito di Report, si occupa invece della Germania, del resto lo scorso 5 dicembre il Bundestag ha approvato la riforma della leva militare. Ad oggi l'arruolamento sarà su base volontaria, nel frattempo tutti i diciottenni tedeschi dovranno sottoporsi obbligatoriamente alla visita militare. La leva ancora obbligatoria non è ma stando a politici e importanti esponenti delle forze armate e del Governo è solo questione di tempo se la Germania intende raggiungere un numero di effettivi pari ad almeno 260 mila soldati. Le telecamere di Report hanno documentato nei servizi la grande Kermesse annuale che si tiene negli Usa con tutti i produttori di armi (erano presenti tanti italiani dai vertici delle forze armate fino a imprenditori del settore) fino a un'esercitazione nelle foreste tedesche per invogliare i ragazzi ad arruolarsi.
Il riarmo tedesco è una politica industriale a tutti
gli effetti, è il classico esempio dell’economia di guerra con la produzione
degli armamenti che include e coinvolge altri settori industriali fagocitandoli
progressivamente, stiamo parlando dell’ingegneria meccanica ed elettronica, della
robotica fino ai software militari e la cyber–sicurezza. Le commesse statali
creano continuità produttiva e stabilità, il Riarmo assicura anni e anni di
ordinazioni ma per raggiungere questi risultati devono prima superare la
concorrenza statunitense.
La Germania è forse il paese più avanti nella Ue
nella costruzione di una nuova
piattaforma industrial militare, quella che era la locomotiva della manifattura
europea potrebbe diventare il traino della produzione bellica .
Il riarmo viene presentato come ammortizzatore
contro la recessione e di conseguenza si cerca di attrarre giovani verso la
carriera militare facendo loro credere che questa scelta presenta indubbi
vantaggi che vanno dalla certezza del posto di lavoro, alla alta retribuzione,
a misure di welfare appositamente pensate per il settore militare oltre al
prestigio derivante dal ruolo sempre più centrale nella società del settore
bellico.
Se il riarmo viene presentato come una garanzia di
stabilità economica, la scelta della carriera militare diventa la opzione
lavorativa per eccellenza. E questa realtà in Germania si sta consolidando, è
risaputo che Berlino punti a guidare la produzione militare come faceva fino a
poco tempo fa con la manifattura meccanica e civile, per farlo ha bisogno di
coesione sociale, di nuove narrazioni rassicuranti, di acquisire una tecnologia
ancora più avanzata. E in questa strada dovranno superare alcune difficoltà
derivanti dalle frizioni con altri paesi europei, dalla continua pressione
esercitata dagli Usa, anche a tutela delle loro aziende belliche fino alla
sostenibilità fiscale perché il fondo straordinario da 100 miliardi è stato
creato al di fuori dei ordinari ma presto arriveranno problemi per sanità,
istruzione e welfare.
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