La longa mano del militarismo renano

 

 Sul finire dell'anno 2025 alcuni servizi della trasmissione Rai Report spiegano non solo la veloce corsa verso il riarmo della Germania ma anche le difficoltà, quelle descritte dal Piano Draghi, che dividono i paesi europei alle prese con uno sforzo economico gravoso che le loro traballanti economie stentano a sopportare.



E alla fine. tanti sforzi economici e l'acuirsi delle tensioni sociali per recare vantaggi soprattutto alle multinazionali statunitensi.  Non esiste un Riarmo buono se avviene con i sistemi di arma prodotti dalla Ue e uno cattivo derivante dall’acquisto in altri paesi, ma resta innegabile che la scommessa di rilanciare la economia del vecchio continente attraverso il complesso industrial militare sta trovano non pochi inciampi e difficoltà. 

Le previsioni del Piano Draghi sono in parte smentite da ritardi e contrasti interni ai paesi Ue e ai loro complessi industrial militari che hanno nel tempo concluso accordi commerciali e produttivi con multinazionali Usa che alla fine intascheranno la stragrande maggioranza dei proventi di queste vendite. La Ue si riarma con i sistemi e le tecnologie Usa e permette a quel paese di avere continue commesse per tenere in piedi il loro egemonico complesso industrial militare.

Un secondo servizio, anche come questo come il primo reperibile sul sito di Report,  si occupa invece della Germania, del resto lo scorso 5 dicembre il Bundestag ha approvato la riforma della leva militare. Ad oggi l'arruolamento sarà su base volontaria, nel frattempo tutti i diciottenni tedeschi dovranno sottoporsi obbligatoriamente alla visita militare. La leva ancora obbligatoria non è ma stando a politici e importanti esponenti delle forze armate e del Governo è solo questione di tempo se la Germania intende raggiungere un numero di effettivi pari ad almeno 260 mila soldati. Le telecamere di Report hanno documentato nei servizi la grande Kermesse annuale che si tiene negli Usa con tutti i produttori di armi (erano presenti tanti italiani dai vertici delle forze armate fino a imprenditori del settore) fino a un'esercitazione nelle foreste tedesche per invogliare i ragazzi ad arruolarsi.

Il riarmo tedesco è una politica industriale a tutti gli effetti, è il classico esempio dell’economia di guerra con la produzione degli armamenti che include e coinvolge altri settori industriali fagocitandoli progressivamente, stiamo parlando dell’ingegneria meccanica ed elettronica, della robotica fino ai software militari e la cyber–sicurezza. Le commesse statali creano continuità produttiva e stabilità, il Riarmo assicura anni e anni di ordinazioni ma per raggiungere questi risultati devono prima superare la concorrenza statunitense.

La Germania è forse il paese più avanti nella Ue nella costruzione di  una nuova piattaforma industrial militare, quella che era la locomotiva della manifattura europea potrebbe diventare il traino della produzione bellica .

Il riarmo viene presentato come ammortizzatore contro la recessione e di conseguenza si cerca di attrarre giovani verso la carriera militare facendo loro credere che questa scelta presenta indubbi vantaggi che vanno dalla certezza del posto di lavoro, alla alta retribuzione, a misure di welfare appositamente pensate per il settore militare oltre al prestigio derivante dal ruolo sempre più centrale nella società del settore bellico.

Se il riarmo viene presentato come una garanzia di stabilità economica, la scelta della carriera militare diventa la opzione lavorativa per eccellenza. E questa realtà in Germania si sta consolidando, è risaputo che Berlino punti a guidare la produzione militare come faceva fino a poco tempo fa con la manifattura meccanica e civile, per farlo ha bisogno di coesione sociale, di nuove narrazioni rassicuranti, di acquisire una tecnologia ancora più avanzata. E in questa strada dovranno superare alcune difficoltà derivanti dalle frizioni con altri paesi europei, dalla continua pressione esercitata dagli Usa, anche a tutela delle loro aziende belliche fino alla sostenibilità fiscale perché il fondo straordinario da 100 miliardi è stato creato al di fuori dei ordinari ma presto arriveranno problemi per sanità, istruzione e welfare.

 

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