il crollo dell'economia occidentale (eccezion fatta per gli Usa)
PIL mondiale destinato a rallentare (+2,8%) a causa delle guerre Trumpiane, resta intatta la speranza di recuperare nel 2027, economie asiatiche in grande crescita, contenuta la economia Usa ma decisamente ferma l’Europa.
Il boom asicatico è
legato alla tecnologia, agli investimenti digitali e agli scambi high-tech .
Gli Usa hanno ancora un ruolo determinante avendo il controllo di innumerevoli
brevetti ma il Vecchio Continente è invece fuori dalla rivoluzione digitale
avendo destinato a Ricerca e Sviluppo quote irrisorie al cospetto statunitense
e cinesi. Se guardiamo alle multinazionali e agli investimenti la supremazia Usa
è intatta, seguono i paesi asiatici e distaccati nettamente le aziende europee
Se aumentano
gli interventi di politica industriale nel mondo in Europa sono fermi,
continuando a dipendere dalla catene di rifornimento Usa e Cinesi
Un decimo
dell’import italiano arriva dalla Cina (10,2%, +2,8 punti percentuali sul 2019) e un decimo dell’export va negli USA
(10,8% nel 2025) la verità taciuta è che i dazi USA hanno pesato molto sulla
nostra economia abbattendo le esportazioni di beni, crescono allora le
importazioni che alimentano la dipendenza dagli Usa che a breve ci venderanno magari
il gas russo a cinque o sei volte il prezzo che lo avremmo pagato prendendolo
direttamente dal Produttore.
La crisi di
alcuni settori come automotive, tessile e abbigliamento risulta sempre più
forte, eppure eccezion fatta per le armi non intravediamo delle politiche
industriali europee ed italiane capace di rilanciare l’economia. L’impatto
della produzione bellica sulla occupazione è assai contenuto, sulla manifattura
in generale vale idem.
Confindustria
chiede che gli investimenti cinesi in Europa siano vincolati per componenti lavoro, ricerca e dati, invoca la
difesa commerciale e meccanismi di protezione efficaci. Se l’Italia non se la
passa bene la Francia sta decisamente peggio, qualche segnale di ripresa arriva
dalla Germania e dalla Spagna
La Cina nel
primo semestre è cresciuta del +4,7% , le economie del Golfo a loro volta
usciranno da queste guerre con le ossa rotte.
Grande il
plauso dei padroni alla clausola di salvaguardia destinata a finanziare
maggiori spese per difesa e sicurezza energetica pari a 14,4 miliardi di euro
per il 2027, se non ci fosse stato il PNRR saremmo con dati economici ancor
peggiori avendo il Piano trainato tanto gli investimenti pubblici quanto quelli
privati
Alla fine
economia di guerra, i rincari energetici hanno avuto un impatto maggiore sulle
economie europee alimentando la inflazione, la erosione del potere di acquisto
e contraendo i consumi interni, del resto il costo dell’energia interessa ogni
settore dell’economia.
Un’economia
come quella italiana vede i consumi pubblici fermi, gli investimenti trainati
dal PNRR e l’apporto della domanda estera netta negativo


Commenti
Posta un commento