Un progetto per cambiare il mondo?
La "Terrestrità" è un neologismo creato nell'ambito
dell'associazionismo nonviolento e disarmista
Un progetto per cambiare il mondo
di LAURA TUSSI
Il progetto Memoria e Futuro, all'interno della Rete
per l'educazione alla "Terrestrità", è formalmente un
"settore" dell’associazione Kronos Pro Natura.
Il libro Memoria e futuro, uscito con Mimesis Edizioni, è strumento
scientifico e culturale della promozione della Rete di educazione alla
cultura della "Terrestrità", progetto promosso nell'ambito
dell'associazionismo nonviolento e disarmista.
La coalizione disarmista, nata rispondendo a un appello di Stéphane Hessel,
il partigiano tra gli estensori della "Dichiarazione universale dei
diritti Umani", è tra i membri italiani di ICAN, la Campagna
internazionale per la proibizione delle armi nucleari, organizzazione insignita
del premio Nobel per la pace nel 2017.
Il progetto Memoria e Futuro, all'interno della Rete per l'educazione alla
"Terrestrità", è formalmente un "settore"
dell’associazione Kronos Pro Natura, all'interno di un variegato mondo
associazionistico impegnato sulle problematiche del disarmo e del disarmo
nucleare e sui temi della nonviolenza.
La "Terrestrità" è un neologismo, nonviolento "storico"
che si esprime e viene applicato nell'impegno per la pace, lo smantellamento
degli euromissili, l'obiezione di coscienza antimilitarista e l'istituzione del
servizio civile, la chiusura dei progetti nucleari in Italia.
"Terrestrità" è, in sostanza, un aggiornamento di una concezione
ancestrale: la specie umana appartiene alla Terra, e non è il contrario, non
può arrogarsi di essere "padrona" della Natura.
L'aggiornamento sta nel mettere insieme internazionalismo sociale
(sfruttati e oppressi di tutti i Paesi unitevi!), responsabilità comune verso
l'unico ecosistema planetario ed infine ordinamento internazionale
come nonviolenza efficace: l'affermazione della forza del diritto e dei diritti
a livello mondiale che deve prevalere sul diritto della forza armata.
La missione di noi nonviolenti e ecopacifisti con il progetto Memoria e
futuro, consiste nella condivisione e nella valorizzazione del grande
patrimonio inestimabile della memoria della resistenza al nazifascismo con uno
sguardo rivolto a un futuro possibile, a "un altro mondo possibile": all’insegna
della Terrestrità collegata e correlata ai temi della pace, dell’ambiente e
della giustizia sociale.
Il presupposto della cultura della Terrestrità è il pensiero ancestrale dei
popoli indigeni, ossia quello per cui è l’essere umano che appartiene alla
Terra e non è la Terra ad appartenere all’essere umano; questo non in base a
una visione religiosa e mitologica, ma con presupposti scientifici correlati
all’evoluzione dimostrata della specie umana, animale e vivente.
Le premesse della Terrestità vanno rintracciate anche negli scritti
giovanili di Marx che parlava già di umanesimo naturalistico e il tutto è stato
elaborato sul paradigma della complessità da Morin a Hessel.
Un punto importante, una delle premesse della cultura della Terrestrità, è
l’antifascismo sociale, che è tutt'uno con l’internazionalismo per un’umanità
unica che deve e ha l'obbligo di salvaguardare e tutelare la specie vivente e
la "Madre Terra" in base a una coscienza ecologica planetaria.
Questi punti devono essere riconosciuti, e in parte già lo sono, dal
diritto internazionale che coincide con la nostra prospettiva e visione di
nonviolenza efficace: i progressi del diritto internazionale contro il
sovranismo assoluto degli Stati.
Un principio già contenuto nell'articolo 11 della Costituzione italiana che
afferma: "(l'Italia) consente alle limitazioni di sovranità
necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le
Nazioni".
Tutte queste premesse e spunti e argomenti rientrano nel grande lavoro
della pace del XXI secolo di cui il Trattato ONU di Proibizioni per le Armi
Nucleari, il TPAN/TPNW e le Cop per il clima - gli accordi di Parigi per la
decarbonizzazione entro il 2050 - sono solo un tassello, insieme alle
Costituzioni Nazionali nate dalla lotta al nazifascismo e alla dichiarazione
universale dei diritti umani, alla Carta della terra e l'Agenda Onu 2030.
Come ecopacifisti e nonviolenti e disarmisti abbiamo una piattaforma web
rivolta alle scuole, al mondo complesso dell’attivismo e dei ricercatori
indipendenti e universitari con un canale video dal titolo: "Siamo tutti
premi Nobel per la pace con Ican", creato da vari attivisti come strumento
comunicativo che contiene testimonianze sul progetto storico del diritto
internazionale ossia l’abolizione degli ordigni di distruzione di massa
nucleari.
Il canale video siamo tutti premi Nobel per la pace con Ican è un progetto
ambizioso per la didattica della memoria viva e articolata ed è in
collaborazione con il bollettino telematico Il Sole di Parigi, organo di Kronos
Pro Natura.
Tutto questo diventerà una web TV con canali tematici comprendenti temi
riguardanti l’educazione e la cultura della Terrestrità, in cui comprendiamo
anche il modello universale e sociale di Riace esportabile in tutto il mondo.
Inoltre sono predisposti materiali e archivi storici dalla fondazione Massimo
Sani, uno dei più grandi registi di storia contemporanea che ha collaborato
moltissimo con la Rai, fino al progetto "Per non dimenticare" sulla
deportazione politica con oltre 220 video testimonianze di deportati civili per
motivazioni politiche nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti e
un archivio su Genova 2001, che comprende materiali video sul movimento
altermondialista in opposizione al summit del G8 svoltosi a Genova nel 2001, in
collaborazione con Vittorio Agnoletto.
Abbiamo anche una sezione musica di impegno civile con cantautori per la
pace e un archivio di pedagogia della memoria con migliaia di articoli
pedagogici, libri, scritti e eventi e locandine di eventi delle innumerevoli
presentazioni in pubblico dei libri prodotti.
Sono previsti anche corsi di formazione di didattica della memoria.
Il progetto Memoria e futuro che si ricollega alla rete di educazione alla
cultura della Terrestrità propone e promuove anche l’appello No Arsenali, Si
ospedali.
E' un’iniziativa volta alla riduzione delle spese militari e nucleari e
alla loro conversione in spese sociali, nell’ambiente, nell’istruzione, nella
cultura.
Nel nostro progetto faremo confluire la parte vitale dell’esperienza del
progetto "Per non dimenticare", un importante archivio di materiale
di testimonianze e di documentazione sulla memoria della deportazione politica
- dovuto anche al lavoro decennale di Fabrizio Cracolici con la collaborazione
della sottoscritta - e intendiamo ribadire la collaborazione con gli ambienti
ANPI che continueranno a rappresentare un circuito importante per i nostri
incontri culturali in pubblico.
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