La IA cancella posti di lavoro. E il sindacato?
La IA cancella posti di lavoro. E il sindacato?
Che la Intelligenza artificiale sia destinata a tagliare posti di lavoro è risaputo, non esiste piena consapevolezza che questo processo è stato avviato da anni, basti ricordare che stando all'ILO ci sono stati almeno 425 mila licenziamenti nell'ultimo triennio a livello globale e di questi quasi 150 mila solo nel Vecchio Continente.
E' arrivato il momento per i sindacati di analizzare con estrema attenzione le conseguenze della IA e dello sviluppo tecnologico sulla dinamica occupazionale e soprattutto comprendere, in anticipo, quali professioni siano a rischio di esuberi e licenziamenti.
Ipotizzare la sostituzione di una intera redazione giornalistica è errato ma diminuire il numero dei collaboratori sostituendoli con la IA non è un'ipotesi remota.
Le professioni esposte all’Intelligenza Artificiale sono numerose, un quarto della forza lavoro potrebbe correre rischi reali da qui alla fine dell'attuale decennio. Call center, assistenza amministrativa, servizi informativi e di reception, assistenza clienti, impiegati di banche e poste, cassieri e traduttori sono solo alcune delle professioni interessate. E perfino l'Università si sta occupando della vicenda con campagne di studio e di ricerca, ad esempio il Politecnico di Torino
Se è vero che almeno la metà della opinione pubblica sia evidentemente preoccupata della intelligenza artificiale, in grave ritardo è invece il mondo sindacale.
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