Il nuovo dossier del Centro Nuovo Modello di Sviluppo “Invece di armarci potremmo...
di Rocco Artifoni
Il
coordinamento del Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati segnala la
pubblicazione del nuovo dossier del Centro Nuovo Modello di Sviluppo “Invece di
armarci potremmo...” che affronta la questione delle spese militari esaminando
in parallelo la situazione
in cui versano sanità, scuola, acqua, territorio, giustizia e vari altri
ambiti fondamentali per la vita di tutti, facendo riflettere sull’appropriato
utilizzo delle risorse pubbliche per le reali necessità della popolazione.
Il coordinamento del Giga
Invece
di armarci potremmo…
Ma chi l’ha
detto che non ci sono alternative al riarmo? Anzi, le alternative – oltre che
possibili – sono necessarie. È questa la conclusione a cui si giunge dopo aver
letto il dossier “dal militare al sociale” realizzato dal Centro Nuovo Modello
di Sviluppo (https://www.cnms.it/attachments/article/214/CNMS_Dal%20militare%20al%20sociale.pdf)
Il punto di
partenza è il costo delle armi: “nel 2025 l’Italia ha destinato alle spese
militari 35,5 miliardi di euro (5,7% di ciò che paghiamo in tasse), ma conta di
portarle a 48 miliardi per il 2028. Una scelta dalle conseguenze catastrofiche”.
Perciò “le spese militari vanno fermate, non solo perché ce lo chiede
l’articolo 11 della Costituzione, ma anche perché ci impediscono di risolvere
gli enormi problemi sociali e ambientali che ci rendono la vita difficile”.
L’impostazione
del documento è semplice: “Invece di armarci potremmo…”. Partendo da questo
presupposto il dossier indica alcune possibili e utili alternative: “soccorrere
la sanità pubblica, mettere le scuole in sicurezza, offrire servizi gratuiti
all’infanzia, organizzare una buona scuola per tutti, migliorare lo stato
sociale, risanare la giustizia, mettere il territorio in sicurezza, risanare la
rete idrica, accelerare la transizione energetica, garantire ai migranti
un’accoglienza dignitosa, potenziare la cooperazione internazionale, rafforzare
il sistema delle Nazioni Unite, investire nella difesa nonviolenta, istituire
un corpo civile di pace”.
La sintesi
di questa visione l’aveva già indicata con chiarezza Sandro Pertini: “Svuotare
gli arsenali, riempire i granai”. Sembra utopia, ma in realtà è una scelta
razionale. Il dossier dedica una scheda ad ogni proposta alternativa al riarmo,
con una stima delle necessità. Si tratta di scegliere che cosa sia meglio per
il bene comune.
Il dossier
serve ad informare per aumentare la consapevolezza. Ma è stato redatto anche
per sollecitare chi legge ad attivarsi, scrivendo un messaggio alla classe
politica: “Spett.le Presidente del Consiglio, scrivo a Lei con l’intento di
raggiungere anche i gruppi parlamentari che sostengono il Suo governo. In
ossequio alla sollecitazione dell’On. Pertini Svuotare gli arsenali, riempire i
granai chiedo che i soldi pubblici siano spesi non per armamenti, ma in sanità,
scuola, pensioni, protezione civile e quant’altro possa servire a migliorare la
vita dei cittadini. Valuterò l’operato della maggioranza di governo anche in
base alle scelte di spesa che effettuerà e ne terrò conto quando sarò chiamato
a dare il mio voto.”
Nel 2027 in Italia si terranno le elezioni politiche. La
Costituzione ci chiede “l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà
politica, economica e sociale” (art. 2). Il voto è uno strumento per dare
concretezza a questa richiesta, eleggendo persone che si impegnino a realizzare
questa “Campagna a difesa dei bisogni sacrificati dalle spese militari”,
promossa dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo.
Commenti
Posta un commento