Te do' ffoco di Carla Filosa

 

L'iperbole del dialetto romano, esagerazione verbale deliberata per contrasto alla sua fittizia realizzazione, vuole sottolineare invece il capovolgimento terribile di un rogo reale di esseri umani dovuto a moventi che scambiano la vita con interessi legati al denaro. 

I braccianti arsi vivi in Calabria sono stati diversamente commentati dai media e dai politici. 

Nessuno però ha rilevato il connotato di classe che li contraddistingue al pari dei quotidiani morti sul lavoro. 

La loro morte non è vana se diventa un invito ad approfondire, o proprio sapere, conoscere, come viene organizzato e cosa sia il lavoro in questo modo di produrre. 

Inoltre, capire cosa rappresentino gli immigrati, in tutto il mondo, e perché il ricatto sulle loro vite significhi prospettive di guadagni più elevati per i potenti possessori di capitali.

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