Spesa familiare in continuo calo . E aumentano le fobie italiche?

Il termometro  con cui valutare l'economia, se non il solo comunque uno dei principali, è legato ai consumi familiari, detto in soldoni se non hai soldi non potrai spendere e incrementare vendite ed acquisti.

Stando ai dati delle ultime settimane, diciamo tra dicembre e febbraio , il calo delle vendite si aggirerebbe sul 25%, il trend negativo dalla fine dell'estate ad oggi avrebbe cancellato i codiddetti effetti benefici derivanti dalla ripresina del primo semestre 2019.

Fin ora considerazioni da pagine economiche di quotidiani, supportate da dati e statistiche in ogni caso, ma cosa altro possiamo aggiungere?

Intanto che la congiunutura internazionale, i dazi degli Usa, il coronavirus in Cina, rappresentano una minaccia seria per tutte le economie e a maggior ragione per quelle in affanno come l'Italia

Il basso profilo internazionale dell'Italia è stato forse di aiuto nell'escludere alcuni prodotti italiani dai dazi imposti negli Usa, parliamo del settore agricolo. E' una mera supposizione, di sicuro la meccanica e componentistica tedesca, e quella collegata al motore renano, ha subito ben altri trattamenti.

Il lavoro non c'è, ci sono troppi part time (lo abbiamo detto  e scritto tante volte), la formazione latita e il reddito di cittadinanza ad oggi non ha avuto effetti benefici sulla formazione e riqualificazione professionale per incontrare le richieste di competenze provenienti dal settore produttivo. Per sopperire questa lacuna non è che le associazioni datoriali e di categoria abbiano in mente una sorta di grande piano Marshall, ci si rivolge, come sempre, allo Stato chiedendo finanziamenti senza mai entrare nel merito (anche i sindacati) di come saranno spesi i nostri soldi.

A conferma dell'aumento dei poveri, la ripresa delle vendite ai discount ma anche flessioni tra i  beni cosiddetti di lusso (cala il numero di quanti possono accedervi).

In aumento le fobie (senza offesa) italiche, per la sana e corretta alimentazione, per stili di vita sani, buoni principi e ottime pratiche anche se le condizioni di vita reali sono tutt'altro che in miglioramento. Potremmo dire che  con il deteriorarsi delle condizioni di vita e di lavoro, con l'impossibilità di accedere per molti a prestazioni sanitarie, accresciuta risulta l'attenzione per cosa mangiamo e beviamo

 Ma anche i prodotti sani hanno un costo che non tutti possono permettersi, basterebbe ridurre lo stress correlato al lavoro, ridurre l'orario di lavoro, sanificare i siti inquinati, aumentare spazi verdi e di socialità, forse otterremmo effetti benefici maggiori.

 E a proposito del mangiar sano, cosa intende fare il Governo per supportare la filiera corta in agricoltura e la salvaguardia dei prodotti di qualità? A guardare i pastori sardi capiamo che tra il dire e il fare corre grande differenza, dopo un anno e mezzo il fatidico rimborso di un euro per ogni litro di latte è ancora lungi dal venire. Ad arrivare, puntualmente, invece centinaia di denunce e decine di processi per le proteste e i blocchi organizzati dai pastori.

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