Manifestazione pisana contro le morti dei migranti: intervento in piazza della Cub

 a seguire l'intervento della Cub di Pisa nella manifestazione tenutasi il 2 Marzo in piazza XX Settembre



Siamo da tempo assuefatti all'inevitabilità della guerra, veniamo da 30 anni di conflitti sotto l'egida dell'Onu, della Nato, anni di missioni pseudo umanitarie che ci hanno abituato all'idea della inevitabilità della guerra. Pensiamo che la presenza di militari nelle scuole sia educativa come indispensabile sia la militarizzazione dei territori e il finanziamento della università pubblica da parte di multinazionali produttrici di armi.

Ha ragione Maurizio Lazzarato a scrivere che la guerra è stata espulsa dal dibattito politico e teorico per produrre alla fine una sorta di pacificazione del capitalismo e dello stato e in questa pacificazione vogliono annullare ogni elemento di conflittualità sociale, sindacale, culturale e politica, ogni forma di pensiero critico e di dissenso organizzato.

Se siamo assuefatti alla guerra permanente siamo altrettanto subalterni all'idea che la guerra sia slegata da altre questioni, per questo nel paese non è nata una vera mobilitazione contro il mancato salvataggio dei migranti, perchè salvarli sarebbe stato possibile se avessero anteposto le ragioni umanitarie a quelle di polizia, se fosse diffusa la coscienza che le leggi in materia di immigrazione sono tanto errate quanto fuori da ogni logica. 

Quanto accaduto nei giorni scorsi nel Mediterraneo non è una novità, veniamo da anni di stragi accompagnate dal silenzio dei media che strillano sull'aumento degli immigrati quando le statistiche ufficiali dicono invece l'esatto contrario.

Oggi quanti invocano le ragioni umanitarie non vogliono fare i conti con il Pacchetto sicurezza, con le Leggi Minniti,  con gli accordi vergognosi del Governo italiano con la Libia, ci hanno raccontato per anni che i migranti venivano a rubarci il lavoro ma quel lavoro era già stato vilipeso e  precarizzato da anni di salari al ribasso e dalle molteplici forme di lavoro atipico e precario che ormai risultano dominanti e accettati da ogni parte politica

Urge recuperare una visione critica e non subalterna ai dominanti, questo discorso vale per l'immigrazione come per tante altre questioni, quelle del lavoro in primis.

Molti dei migranti che rischiano la vita arrivano da territori devastati a causa delle guerre alimentate dall'Occidente, da missioni pseudo umanitarie mosse da ben altri obiettivi come il controllo dei territori, l'espansione degli interessi delle multinazionali occidentali, lo sfruttamento delle risorse energetiche; il rapporto tra accumulazione nel mercato mondiale,  supremazie valutarie , guerra ed immigrazione va, una volta per tutte, compreso per quello che è senza subire le narrazioni dei dominanti.



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