Basterà tirare per la giacchetta Franco Serantini?
Da giorni la memoria di Franco è tirata da troppe parti, ovviamente non ci sono cultori e depositari assoluti di memorie condivise, non si erga qualcuno a depositario delle stesse.
Detto ciò, fermo restando che ricordi, memorie e riflessioni sono tutte ben accette, è innegabile che per giorni abbiamo sentito parlare di Franco Serantini senza mai provare a rinfrescarne la memoria attualizzandola di quelle giornate antifasciste. Il fascismo di oggi non è quello di 50 anni fa, attualizzarlo sarebbe utile specie alle giovani generazioni.
Al contrario oggi ritroviamo Franco tra cortei della scuola (dove le tematiche per le quali scioperare sono passate in secondo piano rispetto ad argomentazioni politiche più generali e di questo la comunità educante ci chiederà presto il conto), iniziative di una Biblioteca ad esso intitolata con la immancabile presenza degli amministratori locali mecenati e benefattori di certi percorsi (ad esempio avere dato alla Biblioteca una sede)
Di Franco parlano anche gli eredi di gruppi parlamentari che vennero tirati per la giacchetta a svolgere il loro compito civico.
Per farla breve Franco Serantini è memoria condivisa dai settori radicali al Partito democratico. Ma questa estensione della celebrazione non equivarrà a una sorta di progressivo ridimensionamento della memoria stessa allontanando anche quella attualizzazione da molti auspicata? Lo scriviamo senza polemica di sorta, solo per capire.
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