Armi e finanza
L'Italia presenta un incremento complessivo dell’87% delle esportazioni di armi tra il 2022 e il 2025.
I titoli azionari delle principali aziende di armi crescono esponenzialmente, alla fine dell'anno dividono utili rilevanti tra i principali azionisti. I fondi finanziari sono dietro a numerosi progetti di ricerca, a costruire delle cittadelle universitarie o dei poli di ricerca all'avanguardia.
Alla fine conviene investire in titoli azionari di armamenti, negli Usa e in Inghilterra la realtà è già consolidata come l'alleanza tra le università locali per indirizzare la ricerca verso la difesa, quanto avviene altrove presto si verificherà anche nel nostro paese, siamo davanti a una metamorfosi radicale con l' ecosistema “finanziario-digitale” a farla da padrone assoluto.
La situazione è quindi assai complessa, non siamo davanti a un mero finanziamento pubblico e privato per costruire dei sistemi di arma, un intero settore economico e finanziario si va muovendo nella direzione di dare vita ad un apparato dentro cui troveremo la finanza speculativa, lo Stato, la ricerca, l'università e la scuola, ciascuno con i propri ruoli ben definiti,
Ancora una volta il modello di riferimento è quello statunitense sia per la grande quantità di risorse economiche a disposizione sia perchè le stesse non sono finalizzate solo a produrre armi ma a costruire un sistema che metta insieme sistemi bellici, mercati azionari, controllo dei dati, indirizzo e gestione dell'università e della ricerca.
Il Rapporto Draghi su Il futuro della competitività europea ha spinto la Europa verso il riarmo, oggi i Paesi europei della NATO coprono il 34,2% dell’export mondiale di armamenti, una quota di molto superiore a quella di Russia (6,8%) e Cina (5,6%), eppure nell'immaginario collettivo sta passando l'idea che il Vecchio continente stia producendo poche armi e dovrà impegnarsi a rafforzare esponenzialmente la produzione.
Molte multinazionali alla fine sono frutto dell'alleanza di più paesi, alleanze temporanee danno vita ad una azienda il cui titolo presenta andamenti azionari minori a quelli di singole multinazionali produttrici. E pensiamo che se la centralizzazione delle scelte è nelle mani di elites ristrette, al contempo la finanza stia dettando le linee guida delle prossime mosse
A crescere nei mercati europei sono aziende che si presentano come egemoni in segmenti industrial militare, ad esempio la tedesca Rheinmetall nelle munizioni e nei mezzi meccanici , decisiva nel lanciare la rinnovata capacità produttiva dell’industria militare in Europa, Leonardo per gli aerei senza pilota o la cybersicurezza.
Rheinmetall si allea con aziende USA della difesa interessate al mercato europeo, le principali aziende europee hanno join venture con aziende Usa diventando sub-fornitori di componenti per prodotti di multinazionali statunitensi, anche se in concorrenza con i prodotti europei (il caso di Lockheed Martin con l'acquisto di caccia-bombardieri F-35 e altri sistemi d’arma “made in Usa” piuttosto che rivolgersi ad Airbus)
- l’industria della difesa in Europa non è autonoma o dominata da singole nazioni, gli assetti azionari statunitensi hanno un ruolo rilevante
- il controllo di scuola ed università saranno passaggi dirimenti al pari della militarizzazione delle infrastrutture fino ad oggi a uso solo civile
- Investire in titoli azionari delle imprese belliche è assai conveniente e per questo saranno favorite strategie economiche e finanziarie ben definite
- per chi pensa di separare civile dal militare sarà il caso di ricordare che ormai la realtà ha superato anche la stessa nozione di tecnologia duale. E' il rapporto tra università e ricerca di guerra che deve stare al centro delle nostre elaborazioni. l’hardware bellico supporta i prodotti sviluppati nel laboratorio israelo-americano.
- il sistema industriale militare e digitale sono ormai integrati e strettamente connessi
- la riconversione da civile a militare è una realtà consolidata che avviene sotto i nostri occhi coinvolgendo un apparato vasto della ricerca, della meccanica, dell'elettronica e dell'informatica


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