Infezioni negli ospedali: è infortunio sul lavoro!

Mai ci saremmo sognati di vedere operatori della sanità costretti a doppi turni, con dispositivi di protezione individuale non a norma di legge e comunque inadatti a salvaguardare la salute degli operatori.

Non ci saremmo mai aspettati di vedere una sanità al collasso anche se per anni avevamo denunciato i tagli, le privatizzazioni, le spending reviw, le regalie al settore privato, la dismissione (ingiustificata) di ospedali, strutture sanitarie con la perdita di migliaia di posti letto.

E non è casuale che proprio la Regione che piu' di altre ha accelerato la privatizzazione della sanità, in mezzo a scandali e ruberie, sia oggi la piu' colpita dalla pandemia con centinaia di morti e centinaia di operatori sanitari infettati.

Con l'uscita del decreto legge arrivano ampi poteri allo Stato e alle Regioni che alla occorrenza potranno procedere con  le requisizioni di strutture private (ma da requisire ci sarebbero cliniche ultra moderne e con centinaia di posti letto che invece sembrano ancora una volta intoccabili), la possibilità che medici e infermieri militari possano prestare servizio negli ospedali pubblici e altre misure di emergenza per accrescere strumenti e organici a disposizione della sanità.

E' bene ricordare le centiniaia di operatori infettati, ebbene quanti, nelle strutture pubbliche o private, abbiano contratto il coronavirus verranno  equiparati agli infortunati sul lavoro sempre che si riesca a dimostrare l’origine professionale del contagio, ossia l'avvenuto contagio nell'ambiente di lavoro o nello svolgimento delle attività lavorative. 

La notizia è ufficiale e proviene dall'Inail e per saperne di piu' basta vedere l’articolo 41 del decreto Cura Italia, sarà poi il datore di lavoro a fare la comunicazione all'Inail. L'infortunio parte dalla data di attestazione dell’avvenuto contagio in base al responso del tampone.

Una amara constatazione : ma gli ospedali non dovrebbero essere luoghi sicuri per tutti\e a partire agli operatori?

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