Ordinanza della Regione Toscana: troppe cose non tornano

L'ordinanza del Presidente della Regione Toscana del 18 Aprile 2020 sulle misure di contenimento del contagio presenta innumerevoli contraddizioni e soprattutto indicazioni che consentiranno  ai datori di lavoro di ricorrere a troppe deroghe.

Infatti

  • i tamponi  saranno richiesti volontariamente dai singoli lavoratori ai datori di lavoro, bisognerà affidarsi al buon cuore dei padroni piuttosto che prevedere test a tappeto per tutti\e coloro che torneranno in produzione. Sorge qualche dubbio sulla possibilità che i\le dipendenti di piccole cooperative, aziende o esercizi commerciali abbiano la reale possibilità di  rivendicare ai datori  questi test indispensabili per accertare la positività al Covid-19
  • E' previsto l'obbligo delle mascherine e dei guanti monouso ma non esiste alcun obbligo delle aziende pubbliche e private  a rifornire la forza lavoro di tali dpi
  • il distanziamento sociale di 1,8 metri viene ribadito con allo stesso tempo si prevedono deroghe salvo indossare mascherine FFP2 e in assenza delle stesse quelle chirurgiche. Ma quali sono le mascherine necessarie per prevenire il contagio? E soprattutto ancora una volta si offre ai datori di lavoro una deroga ad interventi che dovrebbero invece rappesentare la condizione essenziale per la riapertura delle attività, ossia riorganizzare gli ambienti di lavoro assicurando il distanziamento sociale per tutti\e
  • Vengono emanate raccomandazioni sulle sanificazioni dei luoghi di lavoro quando invece srebbe auspicabile un procollo da cui non derogare e valido erga omnes per sanificare igienzzare e mettere in sicurezza i luoghi di lavoro .
  • La misurazione delle temperature prima di entrare al lavoro non sarà possibile in gran parte delle attività produttive
Sono misure inadeguate a fronteggiare la emeregenza  e cosi' facendo si finisce con il costruire un sistema di regole che ricade per lo piu' sui singoli lavoratori e non sulle aziende 

SGB TOSCANA

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