Con la fine del New START, le città hanno un ruolo più importante contro l’era nucleare

 

Con la fine del New START, le città hanno un ruolo più importante contro l’era nucleare 

di Laura Tussi



Con la scadenza del trattato New START, ultimo pilastro del controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia, il mondo entra in una fase di pericolosa deregolamentazione strategica. Mentre le grandi potenze nucleari rinunciano agli strumenti di limitazione e trasparenza e rilanciano una nuova corsa agli armamenti, cresce dal basso una risposta politica e morale: quella delle città, che chiedono sicurezza reale e disarmo, non deterrenza e minaccia permanente.

Mentre le potenze nucleari continuano a ignorare il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari (TPNW), sono le città a muoversi. Da Parigi a Roma, da Atene a centinaia di metropoli e piccoli comuni in tutto il mondo, oltre mille comunità locali stanno sfidando i governi nazionali a scegliere la sicurezza collettiva invece dell’annientamento, conquistando alleati e consenso.

Uno degli strumenti più significativi di questa mobilitazione è il Cities Appeal, un’iniziativa strategica che coinvolge comuni e amministrazioni locali per fare pressione sui leader nazionali affinché aderiscano al TPNW. L’idea è semplice e potente: dimostrare che le capitali, i territori e i cittadini chiedono un cambiamento di rotta, rompendo il monopolio decisionale degli apparati militari e delle logiche geopolitiche.

Grazie al sostegno delle organizzazioni partner in tutto il mondo, il Cities Appeal ha già portato più di mille città a denunciare l’incapacità dei loro governi di proteggere realmente la popolazione da un possibile attacco nucleare. Ogni città che aderisce diventa una voce popolare a favore del disarmo, della sicurezza umana e della pace.

Il contesto internazionale rende questa mobilitazione ancora più rilevante. Lo scorso settembre, con la firma del Kirghizistan e la ratifica del Ghana il 26 settembre, Giornata ONU per l’eliminazione totale delle armi nucleari, è stata raggiunta una soglia storica: la maggioranza globale degli Stati ha compiuto passi giuridici concreti aderendo al TPNW. In totale, 99 dei 197 Stati ammissibili hanno firmato, ratificato o aderito al trattato.

Si è trattato di una pietra miliare per un accordo ancora giovane, adottato dalle Nazioni Unite poco più di otto anni fa ed entrato in vigore meno di cinque anni fa. Il TPNW mette fuori legge le armi nucleari e tutte le attività ad esse collegate, inclusi produzione, possesso, test, minacce e uso.

Il trattato nasce dalla consapevolezza del danno umanitario catastrofico causato dalle armi nucleari. Le devastazioni di Hiroshima e Nagasaki, ottant’anni fa, restano una prova storica degli effetti indiscriminati, duraturi e intergenerazionali di queste armi, incompatibili con qualsiasi principio di umanità.

Per il ruolo svolto nella sua adozione, la Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2017. In occasione delle nuove adesioni, la direttrice esecutiva di ICAN, Melissa Parke, ha sottolineato che il TPNW rappresenta l’unica via credibile verso una sicurezza reale, perché finché le armi nucleari esistono, esiste il rischio che vengano usate, intenzionalmente o per errore. Ha definito il trattato l’alternativa razionale alla dottrina della deterrenza, giudicata pericolosa e incapace di garantire stabilità.

Secondo Parke, i Paesi dotati di armi nucleari e i loro alleati costituiscono una minoranza che non può continuare a minacciare il futuro del resto del mondo. Il TPNW offre il quadro giuridico internazionale per un’eliminazione equa e verificabile degli arsenali nucleari, rendendo sempre più difficile giustificare l’inerzia dei nove Stati nucleari.

Anche dall’Africa è arrivato un segnale forte. Theodora Williams Anti, della Fondazione per la Sicurezza e lo Sviluppo in Africa, ha definito la ratifica del Ghana un atto di responsabilità storica e una dichiarazione di impegno verso la pace e la protezione delle generazioni future, ribadendo che la vera forza non risiede nella minaccia dell’annientamento ma nella cooperazione.

Attualmente, 95 Stati hanno firmato il TPNW e 74 ne sono parte. Quattro Paesi hanno aderito senza firma preventiva, come consentito dal trattato. Il fatto che la maggioranza degli Stati del mondo abbia intrapreso questo percorso invia un messaggio chiaro agli Stati pro-nucleari, sempre più isolati sul piano diplomatico e reputazionale.

Il TPNW ha già contribuito a rendere le armi nucleari politicamente e moralmente inaccettabili, come avvenuto in passato per le armi chimiche e biologiche. Con l’aumento delle adesioni, cresce la pressione sugli Stati che continuano a basare la propria sicurezza sulla minaccia nucleare.

Le città svolgono un ruolo cruciale in questa battaglia. In caso di attacco nucleare, sarebbero proprio le amministrazioni locali a dover gestire soccorsi impossibili, con infrastrutture, ospedali e comunicazioni distrutti. Le conseguenze colpirebbero in modo schiacciante la popolazione civile, lasciando morte, devastazione e traumi permanenti.

Attraverso il Cities Appeal, le città dimostrano che è possibile agire localmente su questioni globali, contestare le scelte dei governi nazionali e chiedere un cambiamento concreto. A maggior ragione oggi, mentre le potenze nucleari investono in armamenti sempre più potenti e sofisticati, è fondamentale ribadire una verità semplice e drammatica: nessuna città, nessuna popolazione, può essere protetta dagli effetti di un’arma nucleare.


Nota: Cities Appeal, l’Appello delle Città a favore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari TPNW.

ICAN, la Campagna Internazionale per l’Eliminazione delle Armi Nucleari Premio Nobel per la Pace 2017, con i suoi partner italiani Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica ed insieme all’associazione Mayors for Peace, Sindaci per la Pace, presieduta dal Sindaco di Hiroshima, promuovono e raccolgono l’adesione degli Enti Locali italiani all’Appello che segue: “La nostra Città esprime forte preoccupazione per la grave minaccia posta dalle armi nucleari alle comunità in ogni parte del mondo. Crediamo fermamente che i residenti nelle nostre città abbiano il diritto di vivere in un mondo libero da questa minaccia. Qualsiasi uso di armi nucleari, intenzionale o accidentale, avrebbe conseguenze catastrofiche, vastissime e durature per gli esseri umani e per l’ambiente. Noi quindi esprimiamo il nostro sostegno al Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari e ci appelliamo ai nostri governi nazionali affinché vi aderiscano”.

Al momento hanno sottoscritti l’Appello di ICAN 142 città italiane

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