Dal Covid alla società della sorveglianza: oggi arriva il riconoscimento facciale
Dal Covid alla società della sorveglianza: oggi arriva il riconoscimento facciale
Nei mesi del Covid usciva un testo importante , Il Capitalismo della sorveglianza, accompagnato dalla sterile ironia di quanti non volevano cogliere nella tragica esperienza di quell'anno un laboratorio di controllo sociale.
Non ci sono scuse, potevi essere il sostenitore maggiore dei vaccini ma era impossibile non cogliere alcuni segnali preoccupanti, eppure è successo e parliamo solo di pochi anni or sono.
Nel nuovo pacchetto sicurezza non c'è solo il fermo preventivo (invitiamo a leggersi integralmente l'intervento del Ministro degli Interni in Parlamento) ma una piccola, invisibile norma applicata intanto agli stadi e presto altrove: il controllo facciale,. Chi entra negli stadi sarà riconosciuto da un dispositivo elettronico (Israele è tra i principali fornitori), la sua faccia inserita in un database e potranno controllare dagli archivi digitali se il tifoso appartiene a gruppi organizzati , se ha commesso dei reati.
Una immane schedatura di massa che inizia dagli stadi per poi estendersi alla intera società civile.
Per fermare questa deriva securitaria preservandoci da un futuro dispotico non serve la privacy ma disinnescare le logiche securitarie e i difensori dei diritti individuali, i cultori della democrazia occidentale dormono nel frattempo sonni tranquilli.
Dove finiranno le immagini? E i dati archiviati?
Il riconoscimento facciale è parte di quei dispositivi di ulteriore potenziamento delle forze di polizia, parlano di organizzazione e supporto del lavoro delle Forze dell'ordine ma siamo invece davanti a ben altro, una immane e mai vista schedatura che inizierà dagli eventi sportivi per poi accedere alla intera società, i nostri dati personali saranno alla mercè della Intelligenza artificiale, la identificazione biometrica da remoto e a posteriori’ permetterà arresti e fermi andando anche a ritoccare il codice penale per favorire arresti e detenzioni, non ci sarà più bisogno della flagranza.
E le autorità italiane particolarmente solidai con quelle israeliane ben ricordano quel sistema di tracciamento dei palestinesi, il Read Wolf, che ha permesso migliaia di arresti arbitrari con detenzioni di anni in attesa di processo Se non credete a noi prestate almeno ascolto al grido di allarme contenuto nel rapporto “ Apartheid automatizzato ”, pubblicato nel maggio 2023.
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