Confindustria: la critica al Governo non è mai severa specie quando si attendono aiuti a Industria 4.0 e Transizione 5.0
Confindustria: la critica al Governo non è mai severa specie quando si attendono aiuti a Industria 4.0 e Transizione 5.0
Sul finire di Aprile il Centro Studi di Confindustria ha diramato una nota intrisa di profonda preoccupazione per le future sorti dell'economia nazionale.
Una veloce indagine sulle grandi imprese ha portato alla luce dati preoccupanti e un deciso peggioramento delle aspettative nell'arco di poche settimane, conseguenza diretta della guerra scatenata dagli Usa e da Israele contro l'Iran.
Nell'arco di poche settimane le previsioni dei centri studi e del Governo sono state riviste al ribasso, crescono le preoccupazioni e molto probabilmente il timore di ripercussioni sulla stessa economia statunitense hanno spinto l'Amministrazione Trump a trovare almeno un accordo di massima per interrompere la escalation bellica.
Tra Marzo e aprile gran parte delle imprese intervistate hanno espresso preoccupazione per l'aumento dei costi di produzione, il rincaro dei generi elettrici e di prima necessità.
Le attese delle imprese sulla disponibilità di manodopera nei prossimi mesi tornano a essere negative: il saldo nel mese corrente è pari a -3,0%, dopo il +2,5% della rilevazione precedente., è quanto troviamo riportato nel dossier del Centro Studi di Confindustria
Non mancano motivi di frizione e contrasto tra settori produttivi e Governo, le associazioni datoriali ricordano alla maggioranza che la nostra economia è stata salvata dal PNRR senza il quale oggi la situazione sarebbe assai più complicata. Far quadrare i conti non è mai facile e sappiamo quanto siano pressanti le richieste padronali, certo che avere tagliato retroattivamente crediti fiscali già prenotati è stata una mossa non apprezzata dagli industriali che intanto tornano a battere cassa per Transizione e Industria 4.0.
Siamo davanti a evidenti equilibrismi, la nota di Confindustria resta comunque cauta e non tali da determinare un giudizio negativo sull'operato dell'Esecutivo, a nostro avviso siamo in una fase di studio, preoccupazioni per il ricorso strutturale alla guerra che poi si ripercuote negativamente sull'economia europea accrescendo il costo del denaro, delle materie prime e dei prodotti energetici.
Ma al guardingo sguardo delle associazioni padronali non sfuggono i vantaggi derivanti dalla guerra almeno per aziende produttrici di armi o impiegate nelle tecnologie duali, per questo le critiche non sono mai troppo severe proprio per spingere il Governo a nuovi aiuti al sistema delle imprese, è questo infatti il tema dirimente che animerà il dibattito delle prossime settimane
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