ALLEANZA MILITARE TRA ISRAELE E GRECIA

 

ALLEANZA MILITARE  TRA ISRAELE E GRECIA

 

Israele sta costruendo in un paese Nato e Ue, la Grecia,  un sistema a più livelli di difesa aerea con sistemi e armi di sola produzione israeliana, questo l'annuncio in estate del ministro della Difesa di Israele. E' l'ennesima conferma di un sostegno attivo dei paesi Europei ad Israele scongiurando quell'isolamento internazionale che avrebbe offerto un concreto aiuto alla causa palestinese.

Centinaia di progetti e partner israeliani partecipano ai programmi europei di ricerca come Horizon, i finanziamenti superano il miliardo di euro complessivo. Colossi della difesa israeliani hanno acquisito partecipazioni in aziende europee (ad esempio la greca Intracom Defense), condizione essenziale per partecipare ai bandi per i progetti finanziati dal European Defence Fund (EDF).
L'Unione Europea è il primo partner commerciale di Israele (con il 34,2% delle importazioni e il 28,8% delle esportazioni dirette verso l'UE). Quando Francesca Albanese ha parlato di complicità economica e militare della Unione Europea con Israele aveva motivi fondati per denunciare una stretta collaborazione mai interrotta o affievolita perfino davanti alla morte di migliaia di civili 
 
Ma torniamo all'accordo commercial militare tra Israele e la Grecia,
la notizia, ripresa da qualche giornale tra fine agosto e i primi di settembre, è poi scomparsa rapidamente dai riflettori. L' accordo, denominato Scudo di Achille,  è stato sottoscritto dai due paesi con un valore di 3 miliardi di euro. Israele entra direttamente nella stanza dei bottoni di un paese Ue e Nato che dipenderà dalla tecnologia israeliana, viene infatti previsto acquisto e installazione dei seguenti sistemi di difesa 
    • David’s Sling (Fionda di Davide)
    • Spyder
    • Barak MX (prodotti da Israel Aerospace Industries e Rafael)
    • Sistemi antidrone Drone Dome (tramite un contratto aggiuntivo da 26 milioni di euro)  Nota Ansa
 
Israele penetra attraverso la sua tecnologia in Europa e lo fa accedendo direttamente dalla stanza dei bottoni di un paese membro della UE che sappiamo essere da decenni in rapporti conflittuali con la Turchia, altro paese Nato ma inviso ad Israele per il peso crescente di Erdogan in Africa e in Medio Oriente.
Non siamo davanti a un solo accordo militare  perchè altre intese sono state concluse in questi ultimi anni,  non sono stati acquistati da Atene gli obici semoventi ATMOS come erroneamente scritto ma i lanciatori Plus (https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-879365)
Esistono vari  progetti di cooperazione e collaborazione tra la industria greca e quella israeliana. Atene vorrebbe trasformare l'accordo con Israele nelle fondamenta di una produzione militare nazionale, magari con alcune join venture che potrebbero favorire l'ingresso di Israele nei programmi di riarmo, con tanto di finanziamenti, previsti dalla UE. Probabilmente dovremmo usare il presente e non il condizionale, tra qualche anno scorpriremo i reali beneficiari dei finanziamenti europei per il Riarmo.
 
 
Ad oggi gli accordi commerciali tra Israele e Grecia vedono coinvolte le principali imprese belliche israeliane, un numero precisato di laboratori di ricerca e di start up e una ventina di aziende greche con l'impegno di aprire degli stabilimenti per la produzione dei sistemi di arma made in Israele sul territorio greco.
 
L'intesa è stata accolta con grande enfasi dal Governo greco a cui avviso si apre una nuova era industriale per il paese che potrà entrare da protagonista nella realizzazione dei sistemi di arma di ultima generazione sviluppando conoscenze in campo tecnologico, nella progettazione e realizzazione dei missili balistici e dei droni fino alle comunicazioni satellitari per prevenire al contempo minacce di guerra ibrida. Chi ancora pensa alla Grecia come la civiltà ateniese o il paese dal mare cristallino e con tante testimonianze delle civiltà del passato forse dovrebbe fare i conti con un'altra realtà.
 
La scelta di Atene da parte israeliana ètudiata a tavolino, sia in funzione anti turca sia perchè la Grecia è un paese uscito con le ossa rotte dall'austerità di Maastricht e desideroso di prendersi una piccola rivincita con Bruxelles.
Atene annuncia l'ennesimo aumento delle spese militari (siamo già al 3,5 del PIL) , parliamo di circa 28 miliardi di euro entro il 2036 con un cronoprogramma che prevede l'acquisto dei sistemi israeliani, 40 caccia F 35 dagli Usa e alcune fregate da Francia ed Italia
  La Grecia è il primo Paese dell’Unione europea ad adottare i sistemi israeliani, siamo certi che non arriveranno altre nazioni da qui a qualche mese a fare acquisti a Tel Aviv? E l'acquisto dei prodotti israeliani non potrebbe un domani essere una sorta di Cavallo Troia?

 
 

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